mercoledì 28 gennaio 2026

Acido solforico di Amelie Nothomb

L' idea e il messaggio del libro di per sé sono interessanti, il problema è la prosa di questo libro strascicata ridotta ai massimi termini, e si fa fatica a seguire una narrazione ridotta così all' osso, allo stretto indispensabile. La trama è bizzarra, ma questa è una caratteristica tipica dell' autrice, raccontare storie sempre inusuali. Amelie Nothomb inscena una distopia, su un reality show dentro cui determinate persone vengono deportate senza un preciso motivo, e durante lo svolgimento delle puntate vivono in un campo di concentramento, perseguitate dai Kapò. Durante lo svolgimento del programma verranno eseguite delle eliminazioni, in cui si deciderà chi condannare a morte,mediante votazioni degli spettatori. Una chiara denuncia alla persecuzione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale dai nazisti, e una critica sociale verso la spettacolarizzazione del dolore e della sofferenza umana in televisione. Tuttavia, per quanto le premesse del libro siano ottime, non mi ha coinvolto particolarmente, l' ho trovato troppo piatto, mi sarei aspettata qualcosa di più , una riflessione più marcata di tanti temi che sono stati buttati dentro questo libro, ma che alla fine non hanno trovato abbastanza forma e spazio. Un romanzo che ha del potenziale, ma che per la sua brevità e la sua schematicità rinuncia ad approfondire tante tematiche profonde, che avrebbero permesso al libro un grande salto di qualità.

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