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giovedì 23 dicembre 2021

Il dipendente di Giuseppe Passeri

Un libro ben riuscito che parla con sarcasmo tagliente del mondo del lavoro in Italia, della pensione sempre più lontana dopo la legge Fornero,  ma sul finale il libro ha preso una piega da lieto fine forzato poco convincente, molto raffazzonato. Tuttavia, come lettura gratuita su Amazon Kindle è stata una buona e valida lettura che delinea un ritratto realistico e veritiero sulle dinamiche lavorative fra colleghi e i meccanismi malati  e tossici portati avanti dai datori di lavoro e gestori di grandi aziende.

lunedì 14 ottobre 2019

L'arte di non essere nessuno di Jan Quarius

"Jan Quarius" era solo un appellativo di  Maxim Labutti, un ragazzo di 23 anni, di origini moldave, appartenente al movimento "MOMAS"  (movimento maschile e di classe) e di Uomini Beta, che a quanto pare è morto nel 2016 all'età di soli 23 anni, scivolando sul greto di un lago o un fiume, mentre era ubriaco.  Gestiva anche questo blog : https://storieriflessioni.blogspot.com/

Momas/uomini beta: Movimenti contro il femminismo, rivendicano i diritti degli uomini, e come in tutti i movimenti  estremi si finisce per degenerare. 

Infatti, il suo primo libro è " I pensieri di un giovane maschilista", o almeno quello che ho letto e recensito per prima, criticandolo aspramente per via dei  suoi contenuti: https://librimaniaauroraadry.blogspot.com/2019/10/i-pensieri-di-un-giovane-maschilista-di.html

Nonostante le idee secche ed estreme, per molti versi non condivise, mi ha iniziato a coinvolgere il modo in cui questo ragazzo si esprimeva, così ho voluto dargli un'altra chance con quest'altro libro "L'arte di non essere nessuno".

Fortunatamente in questo libro, lui aveva  abbandonato l'argomento sessista, focalizzandosi su altro tipo di tematiche, tuttavia, su alcune parti il libro inneggia "contro qualcuno" di misterioso,  poi ad un certo punto spunta *isti , quindi si ce l'ha ancora con i femministi/ femministe, insomma per quanto ci sia un asterisco a fungere come censura, avendo letto il suo libro precedente, difficilmente non si intuisce il soggetto a cui è rivolto quello sproloquio acido e critico. 

Tuttavia, in questo libro si racchiudono anche una raccolta di pensieri interessanti su svariati stati d'animo vissuti da lui, nella quale mi sono tanto immedesimata, e anche tante linee di pensiero su svariati argomenti che possono essere condivisibili.

Si tocca anche  l'argomento del razzismo e la xenofobia che stanno molto a cuore a Jan Quarius, in quanto straniero che viveva in Italia. 

Descrive anche perfettamente la  difficile situazione lavorativa italiana,  per un giovane, quanto sia difficile inserirsi nel mondo del lavoro, in modo veritiero,realistico, e autobiografico,  risulta evidente che siano delle difficoltà realmente vissute in prima persona, e non qualcosa di costruito ad hoc. 

E' come un diario, su cui Jan Quarius, intendeva comunicare su svariati argomenti, idee, pensieri e stati d'animo che appaiono alcuni più o meno condivisibili, da qualsiasi giovane vivente nel nostro tempo.

Peccato che, Jan Quarius calca sempre un po' troppo la mano, con il suo estremismo eccentrico, ad un certo punto sfocia nell'omofobia, non si sa perchè se la piglia pure con i gay, non ci bastavano l'odio per le femministe?   Divagazione apocalittica e distopica dei figli in provetta, in stile matrix, dato che  c'è "l'epidemia dei gay", idea malsana, assurda e un po'  troppo antiquata, del tipo forse neanche le vecchie generazioni, ferme alle loro idee hanno elaborato un pensiero così perversamente omofobico, Questo libro ha tante insidie, tanti punti critici... momenti in cui vorresti abbracciare Jan Quarius per gli stati d'animo, pensieri e idee condivisibili e di immedesimazione, e altri in cui ti chiedi "Mammamia, ma cosa sto leggendo?" Ma non starò mica leggendo il libro di un pazzo? Tipo il mein Kampf?  

Tra le pagine si evidenzia il profilo di un ragazzo inquieto che non trova pace, si percepisce ansia, pessimismo, rabbia, eppure anche un' alone di speranza, uno spiraglio di luce intorno, ma anche tanta immaturità, impulsività e aggressività giovanile. 

Un altro argomento che ha attratto la mia attenzione è stato la depressione e il suicidio, queste due tematiche ricorrenti, più che altro il desiderio suicida mi fa sorgere il dubbio che la sua morte non sia stato un incidente, ma forse gli effetti di una ricaduta depressiva.

 E' un libro che secondo me, vale la pena di leggere, degli stralci di pensieri sui vari argomenti, non dovete necessariamente essere d'accordo con essi, ma può rivelarsi interessante per entrare dentro la mente/ la testa di qualcuno, capire le idee di questo ragazzo con delle idee estreme di difficile comprensione, impulsivo, rabbioso, critico e per certi versi apocalittico, in altri speranzoso, raggiungendo quasi persino tematiche pseudo zen e buddiste, c'è tanto bipolarismo psicologico in questo libro, quasi lo definirei un libro psicoanalitico contemporaneo. 
Poi è interessante questo concetto che si riprende spesso nel libro "L'arte di non essere nessuno"  che risuona più volte, contro una società che ci vuole "Persone di successo"," "Ricchi", "Famosi"," Importanti"e "Con un lavoro" e se non rispondiamo a questi canoni, non valiamo, siamo considerati i reietti della società.  

Jan Quarius come il Dalai Lama rivendica una spiritualità perduta nella nostra società, in cui i veri valori come l'amore, la passione, l'altruismo, la benevolenza e la gratitudine si sono ormai estinti, lasciando spazio solo ad una necessità di autoaffermazione smodata volta al nulla,  se non a rendere l'esistenza umana vuota e inutile. Questo libro è anche un po' se vogliamo anarchico, oltre che ad un'influenza buddista, ha delle venature punk, ovviamente il punk, quello puro, non quello moderno, che si chiama punk solo per moda, perchè fa più figo chiamarlo così, volto solo a vendere dischi alle ragazzette impazzite, ma dà quell'idea di disadattamento, incapacità e rifiuto di adattarsi ad una società che ci vuole in un certo modo,  seguendo uno schema predeterminato, infatti c'è anche un disgusto evidente all'idea di  matrimonio e paternità, secondo cui dovrebbero essere delle tappe obbligate per ogni individuo,

Non grido al capolavoro, questo libro ha tanti punti oscuri, delle linee di pensiero anche assurde e distorte, ma forse è anche per quello che bisogna leggerlo, per prenderne anche in un certo senso le distanze, e sviluppare maggiormente un pensiero critico,  analizzando i pensieri di qualcun' altro, come Jan Quarius, da cui in più momenti occorre saper prendere le distanze, saper discernere da essi, e sapere cosa prendere per buono e cosa buttare via.

Comunque, come lettura  amatoriale è abbastanza originale, leggera e gratuita su googleplay, è stata abbastanza gradevole e interessante, poi anche l'impaginazione è stata pensata apposta per leggerla anche su lettori piccoli come lo smartphone,da cui si può comodamente leggere, senza rischiare di perdere diottrie.








domenica 13 ottobre 2019

I pensieri di un giovane maschilista di Jan Quarius

Un libro che fa arrabbiare le femministe. È estremo, non si riesce ad essere del tutto d'accordo con i pensieri di Jan Quarius, che ovviamente per far valere le sue teorie si avvale di una visione minima dell' argomento, con un punto di vista prettamente maschile. Sicuramente, è vero parlare di "femminicidio" è estremo, si dovrebbe parlare di omicidio in generale, senza dare rilevanza ad omicidi di genere, perché vengono uccisi anche uomini e bambini... Tuttavia, Jan Quarius nei suoi pensieri che inizialmente appaiono non maschilisti, ma semplicemente contrari a "una distinzione di genere" nella quale appare sensato e lucido il suo punto di vista. Infatti, mi ero quasi chiesta perché si chiamasse " i pensieri di un giovane maschilista" dato che mi sembrava un libro piuttosto ponderato ed equilibrato nell' affermazione che non ci dovrebbe essere nessuna distinzione sessuale, affermando anche una considerazione interessante sul "razzismo maschile" che di contro si stia innescando. È vero, non dovrebbe innescarsi un meccanismo al contrario, una misoginia contro gli uomini, per garantire l'affermazione femminile, su questo ok, siamo concordi.Peccato che, il libro prenda una piega inaspettata e difforme da quanto detto prima.Si contraddice di continuo, senza seguire un pensiero lineare e sensato, finendo per sfociare in un apoteosi di assurdità, volta solo a denigrare il genere femminile, arrivando persino a sostenere che "Robin Williams si sia suicidato perché dovesse pagare gli alimenti all'ex moglie?" Ma che davvero?! Ora,sappiamo tutti che Robin Williams non possa essersi suicidato per una ragione simile, basta documentarsi un attimo e non sparare a vanvera la prima cosa che ci viene in mente.  Tuttavia, ho trovato in alcune sue idee degli spunti interessanti, peccato che come tutti i pensieri estremi, sfoci in una una posizione troppo netta e radicale, senza avere una visione completa e universale delle situazioni. Si va in unica direzione, quando si dovrebbe convergere in un punto comune, in un incontro fra i due punti di vista, maschile e femminile per raggiungere una parità effettiva.
Non si guarda mai, verso l'altra parte, quella femminile. Perché si è vero, forse in certe cose adesso le donne stanno prendendo piede. Ma nel mondo del lavoro la donna fa ancora tanta fatica, mio caro Jan Quarius, non ha gli stessi diritti, come sostieni tu, anzi tu sostieni sia una privilegiata.No, non è così, una donna molto spesso non viene assunta se é sposata, ha figli, oppure se dichiara di volerne avere, e non tutti i datori di lavoro "concedeno" la maternità, come se dovesse essere una concessione e non un diritto legittimo! Poi la donna vuole lavorare per darsi un tono moderno ed emancipato? No, spesso la donna lavora perché i soldi del marito non bastano per mantenere la famiglia! . Detto questo, decidete voi, se volete o no leggere questo ebook, e farvi venire il nervoso per molte costruzioni mentali così confluenti in un' unica direzione.

martedì 1 ottobre 2019

Il piccolo principe de Antoine Saint Exupery

Esprimerò un parere piuttosto controcorrente su questo libro, tanto osannato. Per giunta libro che si fa erroneamente leggere ai bambini... No, non è un libro per bambini, ma neanche per adulti...e forse, è questo che ancora non mi è chiaro del libro, la fascia d'età alla quale è rivolta. Perché se sei un bambino non sei abbastanza formato mentalmente per afferrare costruzioni concettual-filosofiche sulla vita, per quanto siano abbastanza elementari, fatico a credere che un bambino possa afferrare il significato delle parole di questo libro, che intende comunicare in ogni capitolo dei messaggi sulla vita, sull' amore e l'amicizia. Se altri lo hanno letto da bambini e lo hanno apprezzato, rettifico che questo è stato il mio approccio da bambina con questo libro. Paradossalmente da bambina, sono stati pochi i libri che mi siano veramente piaciuti e che mi invogliassero a leggere, "sembra che spesso i grandi" ti consiglino delle letture inadeguate.  Su una cosa ci ha preso i grandi spesso non capiscono proprio niente, e si impuntano a voler insegnare e spiegare ai bambini. Mia sorella si era imputata che dovessi leggere questo libro, e l'ho iniziato mano mano a percepirlo come un' imposizione bella e buona che ad un mio interesse proprio perché il libro in questione era anche parecchio strampalato e mi provocava il mal di testa, dato che non lo capivo proprio. Non l' ho mai finito di leggere da bambina, e lo rileggo adesso, alla veneranda età di 28 anni, trovando il coraggio di imbarcarmi in questa lettura tanto ostica e detestata da me. Superate le mie remore,posso dire che è una lettura carina, ma senza pretese. Nel senso, è tutto molto vacuo, non ci sono descrizioni, sembra tutto procedere su uno spazio bianco. Ora, capisco tutto, ma un minimo, qualche parola in più anche nella caratterizzazione dei personaggi, anche nello stesso protagonista non sarebbe stata male. Ecco, letto da una persona troppo matura, questo libro risulta povero, carico di luoghi comuni e forzature. Non metto in dubbio che il solfa delle "frasi fatte" di questo libro siano cariche di significato, ma il punto è che se me le piazzi sul testo buttate così a casaccio tra un capitolo all' altro,le parole perdono anche di significato.  E questo libro purtroppo ha la terribile pecca di essere molto decontestualizzato dalla trama, poiché essa è molto sfumata e traballante.  Nel senso, il piccolo principe incontra diversi personaggi nei vari pianeti che esplora,  e da essi trarrà sempre una spicciola morale sul mondo degli adulti e sulla vita stessa. Non è un libro avventuroso, appassionante per un bambino, dato che non dà neanche uno spunto su come possano essere questi pianeti e non stimola la fantasia, almeno nel mio caso non è stato così. Mi ha suscitato da bambina una certa inquietudine, l' idea di uno spazio vuoto su cui il piccolo principe si muovesse attorno ai vari personaggi, tanto da provocarmi un po' di ansia , oh sarò io che sono strana può anche essere. Il non definito, mi suscitava un emozione sgradevole. Adesso, da adulta, penso sia un libro leggero e carino, ma nulla di eccezionale, nel senso avrà anche delle frasi toccanti per il loro significato, ma si perdono in una trama scialba e non ben congeniata, dato che la storia doveva appunto, dare maggiore enfasi alle ridondanti morali auspicate, e invece...  Non c'è corrispondenza fra ciò che accade e ciò che si dice nella morale, nel senso anche il pilota che si affeziona al piccolo principe nel libro hanno parlato si e no una  volta, e non è stato reso così tangibile il loro rispettivo affetto, quindi la loro separazione come pretesto per parlare di amicizia, e che la lontananza non rappresenta un ostacolo per continuare a voler bene ad una persona cara o un amico, è sicuramente un messaggio bellissimo, ma è lontano da quanto avviene nella trama, nel senso che non lo hai percepita e vista questa amicizia, quindi non ne sei totalmente coinvolto. Ecco, questo non aiuta a sviluppare un'empatia con i personaggi essendo troppo sfumati e vaghi.  Di conseguenza, anche le belle parole del libro finiscono per diventare solo ridondanti divagazioni. Ma forse era proprio questo il senso della frase "L' essenziale è invisibile agli occhi?"  Questa amicizia è nata e sbocciata senza che il lettore se ne accorga, forse neanche il piccolo principe e il pilota se ne sono accorti, ma questo non cambia che ci sia.  Probabilmente, molte volte tante cose sfuggono ai nostri occhi, non ci accorgiamo della presenza e dell' affetto degli altri nella nostra vita, ma al momento della perdita e della separazione ci accorgiamo di quanto erano e sono stati importati, e continueranno ad esserlo anche se non li rivedremo e incontreremo più. Quando stabilisci un legame con qualcuno è per sempre, si ripresenterà sottoforma di ricordo qualora non vi rivedrete più.  Questo ultimo pensiero finale molto carino, ma secondo me poteva esserci più pathos trascinando un po' più il lettore nell' avvertire un minimo la nascita di questa amicizia e delineando meglio i personaggi principali.

lunedì 17 giugno 2019

Brutta storia innamorarsi di Deborah Lo presti

"Brutta storia innamorarsi" di Deborah Lo presti, allora partiamo dal concetto che stavo male, molto male quando decisi di leggere questo libro su google libri, e quindi mi sono detta ho proprio bisogno di leggere una cosa senza impegno, semplice e immediata, che non sia troppo stronzata, che abbia un minimo di autorevolezza, non le solite cose di wattpad. Ma devo ricredermi, dopotutto pubblico anche io su wattpad, e le storie di wattpad al confronto sono più avvincenti, e hanno quel qualcosa di più originale di questa storia.

Dopotutto ho scoperto, che in realtà chiunque può auto-pubblicare su google libri, e che alla fine non è una piattaforma tanto diversa e discordante da wattpad, in realtà non ha nulla di più autorevole, è solo un canale diverso, che trova forse più consensi perchè è in mezzo a pubblicazioni più serie e classiche.

Ma c'è una grande differenza su wattpad mantieni i diritti sulla tua opera, su google bè per quanto ne so, ne perdi parecchi, e quindi non tutti si rimettono a questo tipo di pubblicazione, non sono belle le regole dettate da google sulle auto-pubblicazioni, a me personalmente hanno fatto storcere tanto il naso.

Quindi visto e considerato che sia quasi sicuramente un auto-pubblicazione della ragazza, che probabilmente è stata revisionata da lei stessa senza l'aiuto di nessun'altro, sarò un minimo clemente, considerando anche che non sarà neanche maggiorenne.

Non lo so, da fonti certe, ma per scrivere una storia  d'amore in modo così superficiale e sbrigativo, deve per forza non superare i quattordici o sedici anni di età, o forse dato che ha parlato di lavoro, magari poco più che diciottenne.


Si respira tanta ingenuità, innocenza nel modo di raccontare la storia e anche tante scemenze da film rosa, che nella realtà non possono accadere nè ora nè mai.

Quindi cosa posso dire, è uno di quei libri inutili, di cui ne potevamo anche far a meno, bè sicuramente si, ma dato che è gratis e disponibile su google come ebook, e non credo neanche che esista la versione cartacea, non abbiamo sprecato cellulosa, come direbbe "Michela Murgia", quindi non sarà indetta nessuna vendetta dagli alberi, e quindi va bene così.

Tuttavia, posso dire che in certi momenti il libro sembrava quasi piacevole e accurato nel descrivere le situazioni lavorative di questa ragazza senza alcuna esperienza lavorativa, ci si poteva forse un po' immedesimare e rivedere in lei.

Siamo tutte state ragazze inesperte che si ritrovano a far i conti con un mondo del lavoro, duro e severo, e che se non hai il temperamento giusto e adeguato, in determinati ambienti lavorativi proprio non ti ci trovi e ti mangiano viva.
Ma poi la trama si perde, sfocia in una storia d'amore forzata e costruita a tavolino, solo perchè ci andava di costruire la storia d'amore...ovviamente ci deve essere il bad boy, figlio del capo, che non si sa perchè deve essere attratto dalla ragazzina acqua e sapone, solo perchè gli dà più volte un due di picche...vabbè...dite la trama non è originale, chi se ne frega, l'importante è come viene narrata, ma anche sulla narrazione, non c'è stile.
E' tutto molto scorrevole, immediato e con qualche falla di significato, dato che ha messo "un imparare", laddove ci sarebbe andato un altro termine tipo "conoscere", tuttavia ammetto non troppi errori, un'ottima revisione, abbastanza accurata per essere "un fai da te", ma la storia non ha spessore, non coinvolge, i personaggi sono solo abbozzi stereotipati da cose già viste, privi di una personalità propria e preponderante.

Non ci si svincola dai filmetti rosa, non si crea nulla di nuovo di fatto, non si dà carisma e charme ai personaggi, lasciando un vuoto e un senso di insoddisfazione per la perdita di tempo.

 Si, ok ne avrò perso poco, data la brevità della storia, ma davvero troppa pochezza... A volte prediligo piuttosto qualcosa di scritto male, ma che almeno abbia la parvenza di qualcosa di nuovo e innovativo, perchè almeno si corrono dei rischi, mentre questo libro sembra così studiato, calcolato e soppesato persino nelle parole, da non lasciare nulla di fatto...dato che assomiglia a cose già lette e viste, senza tracciare una propria personalità, non risalta in nessun modo.

Non pensavo che lo avrei mai detto, ma al confronto "cinquanta sfumature di grigio" è un capolavoro, dato che almeno assume una sua identità come genere, e i personaggi spiccano per la loro assurdità, e il libro bè per il suo modo di essere scritto male e con delle figure retoriche assurde e quasi imbarazzanti ti rimane impresso, mentre questo te lo dimentichi dopo due giorni, anzi non appena lo hai finito di leggere, ti chiedi, ma in bè cosa ho letto?! Nulla di nulla...

Bè c'è del potenziale, ma male investito, e così che riassumerei tutto il libro, "brutta storia scrivere, senza sapere che pesci prendere!" e   aggiungerei anche "brutta storia leggere, quando non stai troppo bene!".







mercoledì 20 marzo 2019

A ogni costo Brenna Aubrey



A volte si ha bisogno di leggere qualcosa di leggero, qualcosa di davvero trash e kitch e così ho cercato su playlibri qualche ebook gratis, qualcosa di spensierato di tanto in tanto ci vuole.
Mi ritrovo la storia di una nerd di videogiochi che pubblica recensioni su un blog di videogiochi, che lavora come inserviente in un ospedale e che vorrebbe diventare medico, ma ahimè rimanda sempre il test, ovviamente poi entrano in gioco problemi economici per la quale decide di mettere all' asta la sua verginità in rete.
Allora inizialmente quando ho letto un'ondata di puritanesimo mi è salita addosso, poi ho pensato si trattasse di una storia vera avevo sentito una notizia di una ragazza che lo aveva fatto per davvero, ma alla fine ho capito che era cmq una storia inventata magari vagamente ispirata al caso di quella famosa ragazza che lo ha fatto veramente e si è innamorata del tipo che ha comprata la sua verginità. Vabbè oh, ognuno fa del suo corpo ciò che vuole.
Ovviamente la storia parte con il classico cliché dell' uomo ricco miliardario che sarà affascinante e che compra la sua verginità, naturalmente si innamoreranno, ovviamente ci saranno ventimila paturnie mentali e incomprensioni tra i due...insomma un classico se non fosse che hanno deciso che il tipo miliardario dovesse essere un programmatore di videogiochi miliardario, quindi il nerd, ricco e figo.
Devo dire che se non fosse per l' ostentazione esagerata della ricchezza di questo tipo di romanzi,  e per alcune pecche a livello stilistico, tipo licenze poetiche come "gemito aspro" che non so come faccia un gemito ad essere aspro, non so forse suonava figo l' accostamento di gemito con aspro, ma non ha senso a livello descrittivo, insomma togliendo il fatto anche che esista un seguito di cui non avevamo affatto bisogno, bè sicuramente non è poi così trash, anzi devo dire che è stata una lettura tutto sommato carina e senza impegno.
L'unica cosa che odio in questi romanzi è che devono sempre tutti essere degli strafighi, la totale mancanza di normalità e realtà, diciamo che in questo caso siamo lontani anni luce da cinquanta sfumature di grigio, per nostra fortuna, Adam è un personaggio meno pomposo e fastidioso di un Mr Grey e la protagonista è sicuramente più sveglia e intelligente di Anastasia.  E sicuramente la scrittrice ha preso meno licenze poetiche discutibili di El James. Forse per quello ho deciso di proseguire la lettura e dedicarci una recensione, dato che non mi è del tutto dispiaciuto, avrei anche dato un 3 stelle su goodreads se non fosse che l' idea che ci fosse un seguito mi desse troppo fastidio, dato che mi sembra una storia autoconclusiva  e il seguito di questi libri mi fa quasi sempre storcere il naso, dal farmi dire "E Basta  scrivi un'altra storia! Insomma fatti venire un'altra idea!". E poi ho apprezzato lo sforzo della scrittrice di affrontare delle tematiche pseudo serie, per quanto fossero un semplice contorno della storia. Non grido al capolavoro letterario, ma per un libro totalmente gratuito e spensierato devo dire che non è tanto male, certo poi mettere il seguito a pagamento a 5€ mi ha fatto davvero ridere, nel senso chi pagherà per leggere il seguito a quella cifra dopo che cmq la storia ha bene o male avuto un lieto fine sensato e quindi non è strettamente necessario leggere il seguito.
Devo anche ammettere che da una parte ho apprezzato il fatto che la scrittrice non abbia deciso di fare la furbetta di stroncare sul finale rimandando al libro successivo la lieta conclusione, come trovata commerciale di sicuro avrebbe potuto funzionare, certamente non su di me, ma su altre persone sicuramente si.
Un' altra cosa che ovviamente ho apprezzato è il rilancio dei nerd, perché i nerd devono essere essere visti come degli sfigati? Certo non saranno tutti fighi, straricci e cervelloni come Adam, ma neanche per forza dei cessi ambulanti. Poi diciamo che la protagonista mi è parsa davvero una più con spina dorsale e meno rincoglionita di Anastasia Steele e quindi se ha avuto successo cinquanta sfumature di grigio, non vedo perché questo non debba sfondare? Che al confronto mi pare un grande capolavoro letterario.

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