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giovedì 13 gennaio 2022

La signora delle ombre di Philippa Gregory

Su goodreads questo libro è inserito nella lista dei romance più brutti, ma il punto è come fa ad essere un romance brutto, se non è appunto un romance?!  Mi sorge il dubbio, ma la gente lo ha letto veramente questo libro? Ho come l'impressione che molti si siano fermati alle prime pagine, dando un giudizio affrettato e incompleto.
Non c'è alcuna storia d'amore in questo libro! Nel retro copertina si ammica con l' inganno alla parola "passione",  facendo credere al lettore che ci sia una travagliata storia d'amore tra la protagonista e lord Hugo, ma in realtà il punto forte e caratterizzante di questo libro è la più totale assenza di sentimenti romantici. 
La protagonista Alys passa dall' essere una fattucchiera, una monaca, fino a diventare la scribana di lord Hugh, per poi diventare l' amante di Lord Hugo, nella speranza di poter diventare una lady, con il supporto della magia nera. Alys non è la solita protagonista buona e genuina, è un personaggio femminile negativo, anzi mi verrebbe da dire che non esiste un personaggio positivo in questo libro.
Tuttavia, se analizziamo il contesto storico, periodo della dinastia dei Tudors e l' ambiente in cui Alys si muove, possiamo non empatizzare con lei, non compatirla almeno un po'? 
In una società dominata da un maschilismo imperrante, su cui predominava l' aristocrazia e in cui vigeva la superstizione e la caccia alle streghe, Alys tenta con le unghie e con i denti di sopravvivere e di emergere, laddove il vento è più favorevole, giocando sporco, tanto quanto gli altri personaggi.
Mi dispiace, che questo romanzo sia stato trattato da molti con giudizi sbrigativi e superficiali,  perché è una lettura di intrattenimento efficace, che rispecchia perfettamente la dura e difficile condizione della donna in quel periodo storico. 
Sicuramente, ci sono espedienti di magia, ma non sfocia nel fantasy, si tratta di magia oscura, che spesso si rivolterà anche contro gli stessi piani della protagonista. Philippa Gregory è una studiosa del periodo storico dei Tudors, e in questo romanzo risulta evidente quest' influenza, si respirano tanto quelle atmosfere. Certamente, ci sono alti e bassi in questo libro, ed è normale che leggendo le prime pagine, si potrebbe erroneamente pensare ad una storiella d'amore di classi sociali differenti, oppure di una strega/ monaca con un lord. 
All' inizio della lettura, strideva la narrazione di una monaca/strega, però più avanti tutto comincia ad avere più senso. Proprio perché Alys è una protagonista che reinventa sé stessa, in base alla corrente sfavorevole o favorevole degli eventi, insomma, è un voltafaccia continuo, non è un personaggio che persegue un' ideale, ma solo ciò che più le fa comodo. Rincorre gli agi e la posizione che le si prospetta più confortevole e vantaggiosa. 
Poi le scene sessuali di questo libro non sono erotiche di per sé, ma prendono una piega volutamente sordida e grottesca. Alys usa l'esoterismo e il sesso, come mezzi di manipolazione, ma senza sapere che le si potranno rivoltare contro. 
In certi momenti, questo libro mi ha fatto pensare a "Madame Wu" di Lin Yutang, quindi, non è proprio un romanzetto rosa. Inoltre, ci sono momenti forti e crudi di sporca e misera rivalità femminile, per poi concludersi in una sconfitta per entrambe le due donne. Posso anche capire, perché il romanzo possa a molte non essere piaciuto, chi sperava di leggere un romance in costume, non ha trovato ciò che sperava. Chi credeva di trovare un libro erotico, anche in questo senso non si è trovata soddisfatta, perché la storia parla di una povera donna che non possiede niente, e che pur di ottenere ciò che vuole, si dota di tutta la sua astuzia, avidità e freddezza, diventando sempre più macchiavelica e pronta a tutto, pur di ottenere ciò che vuole. A me ha catturato, proprio perché durante la lettura, stavo a chiedermi: "Come farà l' arcigna e crudele protagonista a riemergere ancora una volta? Quale subdolo piano architetterà stavolta?".
Ma al contempo, si insinuava nella mia testa il dubbio, se desiderassi che la protagonista soccombesse o che l' avesse effettivamente vinta. Questo romanzo è stato per me un passare di continuo dall' odiare la protagonista e a godere dei propri insuccessi, fino ad arrivare alla conclusione di desiderare in una sua possibilità di riscatto. Anche Philippa Gregory manipola il lettore a proprio piacimento, e per fare questo ci vuole anche una discreta bravura.

lunedì 6 dicembre 2021

Il mago di William Somerset Maugham

Il mago di William Somerset Maugham, prende ispirazione da un personaggio misterioso e inquietante realmente conosciuto da Maugham, Aleister Crowley un praticante di occultismo. In questo romanzo Maugham si rifà a " Dracula" di Bram Stoker e a "Frankenstein" di Mary Shelley. Maugham amalgama brevemente e sapientemente elementi gotici ed horror, ma resta una lettura di mero intrattenimento, senza fare un' analisi psicologica dei suoi personaggi e senza ricche riflessioni di fondo, com' era in Frankenstein di Mary Shelley e senza gli eccessivi moralismi cattolici pregnanti in Dracula. Mi è piaciuto lo stile diretto e spedito del romanzo, però, ho sentito verso la fine della storia che mancasse qualcosa, forse un po' di quella suspence presente in Dracula e in Frankenstein. Non sono riuscita a lasciarmi trascinare dalle vicende, non ero in ansia e in trepidante attesa di sapere cosa sarebbe accaduto ai protagonisti, non mi ha coinvolto, perché i personaggi erano psicologicamente fin troppo piatti, privi di spessore e non sono entrata in empatia con loro, da lasciarmi travolgere dall' incombente finale, tanto che ho dovuto leggerlo piú di una volta, perché verso la fine la mia mente vagava altrove. Mi piace lo stile di Maugham, ma questo romanzo forse è stato troppo coinciso, eccessivamente incentrato sullo svolgimento degli eventi, perdendo di vista la caratterizzazione dei personaggi, la loro analisi psicologica e anche l' aspetto magico. In realtà, di occultismo, magia e alchimia, argomenti che tanto mi piacciono be' se ne parla poco, vengono solamente accennati ai fini strettamente necessari della trama. Tuttavia, è uno scrittore che vorrei continuare a leggere, ha dei tratti distintivi e singolari nello stile, poi la sua vita travagliata, il suo non considerarsi mai abbastanza e all' altezza dell' essere considerato un grande scrittore, ha attirato il mio interesse. 

martedì 2 novembre 2021

La forma dell' acqua Guillermo Del Toro, Daniel Kraus.

È meglio il libro? È meglio il film? Avevo prima visto il film e posso dire che tante cose nella rappresentazione cinematografica erano state trascurate, e la caratterizzazione dei personaggi appare più forte ed efficace sulle pagine scritte, mentre nel film tutto viene ben rappresentato con immagini e scenografie di forte impatto emotivo e visivo , però questo rimane a mio parere un gusto personale, se preferire una narrazione tramite video-immagini, oppure la scrittura. Di sicuro, per motivi di tempistiche e di livello di narrazione differente va da sé che il romanzo abbia qualcosa in più da raccontare, ma  dall' altra parte, avendo tanto da dire, si perde un po' il filo conduttore, il senso di tutto. Paradossalmente, la storia d'amore tra i protagonisti mi è parsa più poetica, efficace e potente attraverso il supporto visivo, che attraverso le parole del libro, perché alle volte nel tentativo di voler tradurre in parole un emozione, un sentimento come dire incondizionato e spontaneo, si finisce per parlare a vanvera, e perdersi nella vacuità delle parole, laddove non bastano e neanche servono per spiegare un' emozione come l' amore, quando avviene in modo così naturale.
Ma, in altri aspetti ho preferito il romanzo che ha ricoperto tanti punti oscuri dei personaggi e della trama, che nel film non vengono spiegati e chiariti. 
È il caso in cui per farsi un'idea completa sull'opera sia meglio leggere, ma anche vedere, perché, secondo me, hanno una resa così diversa, che l' uno compensa e completa l' altro. 
Per il resto, è un libro che ho trovato molto carino, piacevole e scorrevole da leggere, anche se, su alcune parti può rivelarsi un po' noioso e dispersivo, ma nel complesso non è male. È un libro suddiviso in piccoli capitoletti, solitamente di poche pagine che facilita la lettura, così da non interrompere e perdersi pezzi, un romanzo che consiglio se per esempio siete pendolari e vi spostate con i mezzi pubblici. Poi, se vi piacciono anche un po' quelle storie un po' particolari, che sfuggono ai soliti canoni di scrittura, un po' fuori dagli schemi, in cui si narra in stile Light Novel e di genere fiabesco dark per una fascia comunque adulta, per esempio, se vi piacciono scrittori come Neil Gaiman e Mathias Malzieu potrà piacervi tantissimo, se invece non vi piace il genere, e rimanete ancorati e fedeli ai classici canoni narrativi e di scrittura, be', questo libro potreste anche odiarlo da morire. 

venerdì 24 settembre 2021

Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati


In questo romanzo non accade nulla di preciso: Giovanni Drogo, un sottotenente viene condotto alla fortezza Bastiani per sorvegliarla e proteggerla da eventuali nemici, tuttavia, questa guerra tanto bramata sembra sempre sul punto di avvenire, eppure non si presenta mai, se non quando è troppo tardi. 

Questo romanzo mi è piaciuto tantissimo, perché è metafisico, tutte le volte che Dino Buzzati descriveva la fortezza mi si è impressa l' immagine di quegli spazi desolanti dei quadri famosi di De Chirico, però, ambientati su una fortezza, sopra una sconosciuta montagna dell' Italia settentrionale. 

Non sarà poi la trama a riempire le pagine del libro, ma c'è qualcosa di molto più profondo dentro, racconta dello stantio della vita, dello scorrere del tempo e delle attese spesso non ripagate dell' esistenza, di come l' orologio scorra inesorabile e non ci si possa fare niente. 

È un romanzo introspettivo e riflessivo, dal sapore amaro, ma è proprio questo il suo punto di forza. 

La bravura di Dino Buzzati sta nell' andare aldilà della trama, trasformandola solo in un' espediente esistenzialista, descrivendo  le emozioni e dinamiche astratte della vita. Riporta con maestria, per iscritto quelle sensazioni, a cui non avremo saputo dare un nome preciso: quell' incombente ansia del tempo che fugge, mentre noi restiamo in sospeso, con le nostre aspettative e ambizioni irrealizzate.

Il lettore viene trasportato su un posto immaginario e sperduto insieme a Drogo, 
o maggiormente su una dimensione impositiva della vita, in cui non accade nulla e diventiamo noi stessi prigionieri della nostra stessa esistenza, nella speranza che, qualcosa accadrà primo o poi, a distoglierci dal nostro torpore, ma del resto, in fondo, con il tempo, ci siamo anche adagiati e abituati ormai ad esso, da non saper più rispondere agli impulsi del cambiamento.

Ci si immedesima pienamente nelle vicende e situazioni di Drogo, perché benché non siamo militari, il senso delle vicende di Drogo appartengono a tutti noi: Quella sensazione in cui la nostra vita appare ferma e tutto resta stantio, monotono e immutato, eppure, quel severo orologio continuerà a girare, a scandire le ore, senza risparmiarci affatto; mentre noi attendiamo la nostra occasione che, tarderà ad arrivare, e quando si presenterà, semmai accadrà, ci coglierà del tutto impreparati, così da ritrovarci ormai troppo vecchi e stanchi,  da poter essere all' altezza di essa. 

Cosa altro posso dire? Se volete leggere un libro italiano del novecento particolare che lasci il segno, questo sarà un libro che farà al caso vostro!

martedì 1 ottobre 2019

Il piccolo principe de Antoine Saint Exupery

Esprimerò un parere piuttosto controcorrente su questo libro, tanto osannato. Per giunta libro che si fa erroneamente leggere ai bambini... No, non è un libro per bambini, ma neanche per adulti...e forse, è questo che ancora non mi è chiaro del libro, la fascia d'età alla quale è rivolta. Perché se sei un bambino non sei abbastanza formato mentalmente per afferrare costruzioni concettual-filosofiche sulla vita, per quanto siano abbastanza elementari, fatico a credere che un bambino possa afferrare il significato delle parole di questo libro, che intende comunicare in ogni capitolo dei messaggi sulla vita, sull' amore e l'amicizia. Se altri lo hanno letto da bambini e lo hanno apprezzato, rettifico che questo è stato il mio approccio da bambina con questo libro. Paradossalmente da bambina, sono stati pochi i libri che mi siano veramente piaciuti e che mi invogliassero a leggere, "sembra che spesso i grandi" ti consiglino delle letture inadeguate.  Su una cosa ci ha preso i grandi spesso non capiscono proprio niente, e si impuntano a voler insegnare e spiegare ai bambini. Mia sorella si era imputata che dovessi leggere questo libro, e l'ho iniziato mano mano a percepirlo come un' imposizione bella e buona che ad un mio interesse proprio perché il libro in questione era anche parecchio strampalato e mi provocava il mal di testa, dato che non lo capivo proprio. Non l' ho mai finito di leggere da bambina, e lo rileggo adesso, alla veneranda età di 28 anni, trovando il coraggio di imbarcarmi in questa lettura tanto ostica e detestata da me. Superate le mie remore,posso dire che è una lettura carina, ma senza pretese. Nel senso, è tutto molto vacuo, non ci sono descrizioni, sembra tutto procedere su uno spazio bianco. Ora, capisco tutto, ma un minimo, qualche parola in più anche nella caratterizzazione dei personaggi, anche nello stesso protagonista non sarebbe stata male. Ecco, letto da una persona troppo matura, questo libro risulta povero, carico di luoghi comuni e forzature. Non metto in dubbio che il solfa delle "frasi fatte" di questo libro siano cariche di significato, ma il punto è che se me le piazzi sul testo buttate così a casaccio tra un capitolo all' altro,le parole perdono anche di significato.  E questo libro purtroppo ha la terribile pecca di essere molto decontestualizzato dalla trama, poiché essa è molto sfumata e traballante.  Nel senso, il piccolo principe incontra diversi personaggi nei vari pianeti che esplora,  e da essi trarrà sempre una spicciola morale sul mondo degli adulti e sulla vita stessa. Non è un libro avventuroso, appassionante per un bambino, dato che non dà neanche uno spunto su come possano essere questi pianeti e non stimola la fantasia, almeno nel mio caso non è stato così. Mi ha suscitato da bambina una certa inquietudine, l' idea di uno spazio vuoto su cui il piccolo principe si muovesse attorno ai vari personaggi, tanto da provocarmi un po' di ansia , oh sarò io che sono strana può anche essere. Il non definito, mi suscitava un emozione sgradevole. Adesso, da adulta, penso sia un libro leggero e carino, ma nulla di eccezionale, nel senso avrà anche delle frasi toccanti per il loro significato, ma si perdono in una trama scialba e non ben congeniata, dato che la storia doveva appunto, dare maggiore enfasi alle ridondanti morali auspicate, e invece...  Non c'è corrispondenza fra ciò che accade e ciò che si dice nella morale, nel senso anche il pilota che si affeziona al piccolo principe nel libro hanno parlato si e no una  volta, e non è stato reso così tangibile il loro rispettivo affetto, quindi la loro separazione come pretesto per parlare di amicizia, e che la lontananza non rappresenta un ostacolo per continuare a voler bene ad una persona cara o un amico, è sicuramente un messaggio bellissimo, ma è lontano da quanto avviene nella trama, nel senso che non lo hai percepita e vista questa amicizia, quindi non ne sei totalmente coinvolto. Ecco, questo non aiuta a sviluppare un'empatia con i personaggi essendo troppo sfumati e vaghi.  Di conseguenza, anche le belle parole del libro finiscono per diventare solo ridondanti divagazioni. Ma forse era proprio questo il senso della frase "L' essenziale è invisibile agli occhi?"  Questa amicizia è nata e sbocciata senza che il lettore se ne accorga, forse neanche il piccolo principe e il pilota se ne sono accorti, ma questo non cambia che ci sia.  Probabilmente, molte volte tante cose sfuggono ai nostri occhi, non ci accorgiamo della presenza e dell' affetto degli altri nella nostra vita, ma al momento della perdita e della separazione ci accorgiamo di quanto erano e sono stati importati, e continueranno ad esserlo anche se non li rivedremo e incontreremo più. Quando stabilisci un legame con qualcuno è per sempre, si ripresenterà sottoforma di ricordo qualora non vi rivedrete più.  Questo ultimo pensiero finale molto carino, ma secondo me poteva esserci più pathos trascinando un po' più il lettore nell' avvertire un minimo la nascita di questa amicizia e delineando meglio i personaggi principali.

lunedì 29 luglio 2019

Jane Eyre di Charlotte Bronte

Avevo sottovalutato l' inestimabile valore di questo romanzo, credevo che non potesse equipararsi, competere con "Cime tempestose" della sorella Emily Bronte, invece mi sbagliavo di grosso.
"Cime tempestose" è solo più famoso, e racchiude più un fascino grottesco, i protagonisti sono più cupi e maledetti, si percepisce più un senso di inesprimibile dannazione, più gotico, struggente e drammatico. I personaggi sono antagonisti di sé stessi, e forse per quello in me c'è un netto distacco a livello empatico con i personaggi e la vicenda, era come se il dramma dal mio punto di vista, se lo fossero anche un po' cercato.
Mentre invece in "Jane Eyre" per quanto i difetti caratteriali di Mr Rochester siano evidenti, non sono tali da rendere il personaggio cattivo, anzi molto umano e fragile, poi anche Jane è un personaggio più affine alla mia personalità, di indole apparentemente pacata, dotata di intelletto e forza di volontà, tuttavia di fronte le ripetute ingiustizie subite dalla zia non può fare a meno di ribellarsi. È molto accurata la caratterizzazione dei personaggi, sia nei loro aspetti caratteriali, fisici e anche a livello di vicissitudini, ogni personaggio  è ben delineato e descritto, certo avrei preferito meno pagine sul fastidioso cugino St John, con i suoi mega pipponi religiosi, ma quello è un altro discorso. 
Poi sicuramente è una storia molto più complessa e dettagliata di "Cime tempestose", perché narra la formazione e la crescita di Jane, senza trascurare alcun particolare. Poi dalla linea di romanzo di formazione, sfiora il genere gotico, facendo aleggiare a Thornfield, un mistero, urla, sogghigni e risatine provenire dalla soffitta. Poi c'è l' aspetto romantico della storia,gli incontri e i dialoghi fra Jane e Mr Rochester, a mio parere dalle versioni cinematografiche perde tantissimo, per ragioni ovvie di tempistiche, e poi si sa nei film la parte più focalizzante è l' azione, mentre invece la storia d'amore fra Jane e Mr Rochester è più giocata sul loro scambio di ruoli e battute, uno scontro e gioco dialettico, in cui appare labile il confine tra padrone e sottomessa. Il rapporto fra i due protagonisti è travolgente, perché Jane è un istitutrice, mentre lui è il padrone, ai tempi il rapporto non era per nulla paritario,appartenendo a due classi sociali del tutto differenti. Tuttavia, nonostante Jane appaia in apparenza sottomessa psicologicamente e sentimentalmente a Mr Rochester, andando avanti con il romanzo si intuisce che non è affatto così. Infatti Jane non accetta il suo amore scendendo a compromessi, lei se ne va quando le cose prendono una piega inaspettata, spiacevole e indesiderata, riuscendo a cavarsela anche senza di lui, dimostrando di non aver bisogno di Mr Rochester . Mentre è proprio lui, che non appena Jane se ne va, perde tutto. Senza andare nei dettagli del romanzo, è a tratti sottilmente  femminista, sebbene questa natura del romanzo potrebbe anche essere contraddetta da una vera fervente femminista dei tempi odierni, ma il romanzo va anche collocato in base all'epoca in cui è stato scritto. Dopotutto, trovo anche interessante e piacevole questa doppia natura ambigua di Jane sottomessa a Mr Rochester, ma allo stesso tempo indipendente, che piega per molti aspetti Mr Rochester, senza lasciarsi convincere a restare a Thornfield,nel momento in cui  non lo ritiene giusto, per la sua morale etica, tuttavia quando il legittimo impedimento  alla loro unione svanisce, torna da lui di sua spontanea volontà, mostrandosi compiacente e ben disposta a prendersi cura di lui. La frase "Ebbene, cari lettori, alla fine l'ho sposato" in questo caso sottolinea l'emancipazione di Jane Eyre, che sta a voler dire "io ho scelto di sposarlo"come mio pari, non per migliorare la mia condizione sociale, ma solo perché lo amo e voglio sposarlo.
C'è sempre un duplice rapporto di sottomissione e dominazione da parte di entrambi i personaggi. È come se Jane sappia sapientemente equilibrare la sua sottomissione a lui, pur senza piegarsi del tutto, anzi il più delle volte dominando la natura irascibile e violenta di lui.
Molti critici hanno ritenuto che il libro non dovesse annoverarsi nella letteratura inglese alta, per i suoi aspetti fiabeschi e inverosimili della trama, sicuramente c'è qualcosa di troppo  irrealistico che stoni, ma senza nulla togliere alla qualità delle pagine, del resto è un' evidente scelta stilistica di Charlotte Bronte, basta scrutare un attimo sulla sua biografia per cogliere l' influenza delle fiabe raccontate dal fratello. Non mi ha tanto infastidito lei, che trovi ristoro una volta fuggita da Thornfield in una tenuta in mezzo ai boschi desolati, che appare quasi misteriosamente, in riferimento alla fiaba dei fratelli Grimm che stiano leggendo le due ragazze della casa, che poi scoprirà essere cugine. Tutta al più coincidenza delle coincidenze sono tutti cugini, e Jane Eyre erediterà tutto dallo zio appena morto, diventando difatti una donna ricca e indipendente, insomma perché queste cose non succedono anche a me?! Queste sono le forzature che si potevano evitare, che  banalizzano un po' la storia. Per altri questa cosa era già insita nel cognome "Eyre" che starebbe per "ereditiera errante", tralasciando tutte le altre teorie marxiste e non, che siano state costruite attorno al romanzo da cui prendo fermamente le distanze, perché secondo me spesso si finisce per costruire attorno ad un romanzo dei significati che non c'erano assolutamente, sfinendo l' intero contenuto dell' opera stessa.
Per il resto cosa posso dire, un cinque stelle, devo dire che l' inizio del romanzo mi era parso un po' fiacco, ma poi più avanti il ritmo si fa sempre più trascinante, soprattutto per il modo in cui Charlotte Bronte riesce a descrivere i personaggi e il loro rapporto.
Di come riesca delineare le fattezze e i caratteri dei due protagonisti e a farli apparire affascinanti, nonostante siano appunto due personaggi brutti fisicamente, ma coinvolgenti e ammalianti intellettualmente.
Poi un aspetto parosistico che io personalmente ho amato per quanto faccia molto "Arsenio Lupin e i suoi travestimenti", come elemento non sense e farsesco,  Mr Rochester che si traveste da zingara veggente, questo aspetto  sbruffone e burlone di Mr Rochester l'ho adorato, segna una rottura  con il Mr Rochester  sempre depresso, serioso e rabbioso dei film. Tra l' altro un' altra profonda differenza è quella del macchinoso intrigo studiato ad hoc per sedurre Jane Eyre. Mentre nel film, Mr Rochester appare un uomo ambiguo, indeciso tra Miss Ingram e Jane, oppure fanno credere che sia Jane ad aver equivocato e che lui non abbia mai pensato di sposare Miss Ingram, be' nel romanzo è lui che ha architettato quest' inganno facendo credere a Jane di voler sposare "Miss Ingram" per fare ingelosire Jane e attrarla maggiormente a lui. Questo elemento cambia tutto, nel senso nei film questo aspetto sia  machiavellico e romantico di Mr Rochester si perde, rendendolo solo un uomo indeciso e ambiguo.
Concludo col dirvi, evitate di guardare il film, leggete piuttosto il romanzo e semmai solo dopo guardate le versioni cinematografiche, quella che per ora mi è parsa la più fedele al romanzo è senza dubbio quella del 2011, con "Micheal Fassbender" nel ruolo di Mr Rochester, e "Mia Wasikowska" nei panni di Jane,tuttavia anche qui c'è qualcosa che non mi torna tipo la scena in cui tenta di strangolare Jane, non cerca di strangolarla, ma la stringe per la vita non volendo farla andare via, alludendo eroticamente al desiderio erotico del suo corpo, in maniera ovviamente molto elegante e ben celata, quindi pensava di farla sua, ma dice appunto che prendendola con la forza sarebbe solo entrato nel suo guscio che racchiude la sua anima, mentre lui voleva ottenere appunto il suo amore, non il semplice possesso del suo corpo, e così vi rinuncia. Tra l' altro una delle parti più emozionanti di tutto il romanzo, che nel film si riduce  banalmente a poche battute riprese dal libro. Paradossalmente una cosa interessante sulla post-fazione, diceva che il libro suscitò scandalo, e verrebbe da pensare che fosse per la componente implicitamente erotica presente nel libro, e invece ad indignare il lettore dell' epoca era stato il carattere di Jane ritenuta troppo intraprendente e sovversiva come donna.
Cosa posso dire?! Se amate i classici, questo di sicuro è una tappa obbligatoria! E sono più che certa che non ve ne pentirete,non lasciatevi demoralizzare dalla mole di pagine, è un libro che superato lo scoglio iniziale, si divora e ci si ritrova ad averlo a malincuore terminato!

lunedì 23 gennaio 2017

La meccanica del cuore di Mathias Malzieu

Se vi piacciono le "Fiabe Grottesche", lo stile di Tim Burton, o Neil Gaimann non potrete far a meno di leggere questo libro.
L' ho letto molto tempo fa, la mia memoria sul libro potrebbe non essere perfetta per fare una recensione delineata e dettagliata al riguardo.
Tuttavia avvertivo l'esigenza, l'estrema necessità di farne una.
E' un libro molto riflessivo sull'amore e su tutte le conseguenze che comporta l'immaturità nel vivere questo sentimento, questo concetto viene espresso sotto forma di una fiaba grottesca, in cui il protagonista "Jake" è un ragazzo che è stato abbandonato perchè aveva un cuore difettoso, che è stato riparato da una strega, c, che lo ha salvato sostituendo il suo cuore con un orologio, ma ovviamente questo comporta che non può innamorarsi, perchè altrimenti le lancette del suo cuore/orologio inizieranno a scorrere e ne perderà il controllo. La strega lo cresce come suo figlio, ma rimane sempre molto fredda e distaccata con lui, dato che sa che Jake non può provare emozioni troppo forti, altrimenti il suo cuore/orologio potrebbe rompersi.
Ma nonostante la strega lo metta in guardia sull'amore, Jake finisce per innamorarsi di una ragazza e vive questo sentimento con una grande intensità, essendo il suo primo amore, ma purtroppo l'amore vissuto con una tale intensità può avere delle conseguenze pericolose.
Ne hanno fatto anche un film d'animazione, ovviamente mai uscito in italiano, tuttavia si può trovare su internet subbato in italiano, tuttavia non è bello quanto il libro,anche perchè è per lo più un musical insufficiente per esprimere le emozioni e le riflessioni che vengono fatte sull' intensità dell' amore giovanile e inesperto.


Vi lascio con questa citazione del libro, per non spoilerare più del necessario:

"Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti mai e poi mai.
Altrimenti, nell' orologio del tuo cuore,
 la grande lancetta delle ore ti trafiggerà
per sempre la pelle, le tue ossa si frantumeranno
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi"





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