mercoledì 28 gennaio 2026

Acido solforico di Amelie Nothomb

L' idea e il messaggio del libro di per sé sono interessanti, il problema è la prosa di questo libro strascicata ridotta ai massimi termini, e si fa fatica a seguire una narrazione ridotta così all' osso, allo stretto indispensabile. La trama è bizzarra, ma questa è una caratteristica tipica dell' autrice, raccontare storie sempre inusuali. Amelie Nothomb inscena una distopia, su un reality show dentro cui determinate persone vengono deportate senza un preciso motivo, e durante lo svolgimento delle puntate vivono in un campo di concentramento, perseguitate dai Kapò. Durante lo svolgimento del programma verranno eseguite delle eliminazioni, in cui si deciderà chi condannare a morte,mediante votazioni degli spettatori. Una chiara denuncia alla persecuzione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale dai nazisti, e una critica sociale verso la spettacolarizzazione del dolore e della sofferenza umana in televisione. Tuttavia, per quanto le premesse del libro siano ottime, non mi ha coinvolto particolarmente, l' ho trovato troppo piatto, mi sarei aspettata qualcosa di più , una riflessione più marcata di tanti temi che sono stati buttati dentro questo libro, ma che alla fine non hanno trovato abbastanza forma e spazio. Un romanzo che ha del potenziale, ma che per la sua brevità e la sua schematicità rinuncia ad approfondire tante tematiche profonde, che avrebbero permesso al libro un grande salto di qualità.

giovedì 22 gennaio 2026

il male oscuro di Giuseppe Berto

"il male oscuro" di Giuseppe Berto esplora gli abissi della depressione di un uomo che sfocia in fobie, ansie, disturbi fisici e intestinali. Un libro che amplifica i temi già presi in esame da Italo Svevo nella coscienza di Zeno, ma partendo da spunti autobiografici. Un vero pugno nello stomaco, e altre volte strappa anche qualche risata, tuttavia sul finale e verso la metà del libro l' ho trovato molto piatto, come se le idee fossero state esaurite e il finale resta sconclusionato, come se l'unica vera cura fosse quella di vivere come eremita, escludendosi dalla società. Posso anche comprendere un finale catastrofico di questo genere, anche Italo Svevo lo aveva tirato fuori nella coscienza di Zeno con la conclusione che non era lui malato, ma la società; tuttavia in Svevo si colgono tanti spunti di riflessione, in questo romanzo il finale sembra buttato così a casaccio, senza un' analisi psicologica esaustiva come quella della coscienza di Zeno. Sul finale resta solo l' amaro in bocca, e pochissimi spunti di riflessione, mi è rimasta una sensazione sgradevole di vuoto cosmico.

venerdì 16 gennaio 2026

il padiglione d' oro di Yukio Mishima

Il padiglione d' oro di Yukio Mishima narra la storia di un monaco apprendista che appiccò un incendio al tempio del padiglione d' oro. Mishima ripercorre questo reale fatto di cronaca, in chiave romanzata, cercando in qualche modo di spiegare le ragioni del piromane che appaiono comunque incomprensibili. Mishima designa una vera ossessione del protagonista balbuziente verso il padiglione d' oro, una bellezza di cui materialmente non avrebbe potuto appropriarsene e come nella metafora del bel gatto ambito e desiderato da tutti i monaci, non potendo nessuno possederlo, uno di loro decise di ucciderlo. Potente la poetica filosofica di Mishima, che in questo romanzo lascia il segno.

domenica 9 novembre 2025

Incondizionatamente mio di A.J Foster

Incondizionatamente mio di A.J Foster, romance young adult. Questa storia poteva essere benissimo una storia carina di due ragazzi adolescenti innamorati che per anni , per diverse ragioni, non sono mai riusciti a confessare i loro sentimenti, e avrebbe funzionato, sarebbe stata una storia  delicata e dolce. Mi piaceva anche la caratterizzazione della protagonista Angelica araba che decide di non abbracciare la religione musulmana, che si scontra con i suoi genitori per questa sua decisione, peccato che di tutto questo non si faccia un' analisi approfondita. Il problema di fondo di questo libro giunge a metà storia, come se l' autrice dovesse forzatamente fare accadere delle cose, anche assurde e inverosimili, pur di tirare avanti almeno un bel paio di pagine. Di solito nelle mie recensioni non mi piace molto spoilerare,  ma per questo tipo di romance è tutto giocato sulla trama, di prosa letteraria non se ne parla neanche, è scritto in modo molto schematico, retorico e melenso , e non ho neanche la pretesa di una scrittura complessa e sofisticata, certo magari un po' meno frasi fatte e parole da baci perugina avrei preferito.Quindi materialmente mi trovo costretta a parlare di quello che accade nel libro, perché è tutto giocato sugli eventi, non c'è neanche una descrizione dei luoghi, infatti spesso per questa ragione appare molto caotico. Rimpiango quasi il caro e vecchio Twilight della Meyer lei almeno si impegnava a descriverci Phoenix ,e tanto altro. Ma  quello che davvero mi ha fatto storcere il naso è stata la rotta che la storia ha preso. Facciamo un piccolo riepilogo: Angelica ragazza musulmana accolta nella famiglia Harrison perché amica di Jason, uno dei fratelli, che sono credo 7, tra cui c'è Asher il più piccolo con cui la protagonista avrà la sua storia d'amore, e un rapporto speciale con la madre dei ragazzi Shailene che la appoggia nella sua ribellione contro la religione musulmana. Shailene viene a mancare, inizialmente si dice per "cancro" , ma alla fine verrà fuori che è stata assassinata da una famiglia rivale i Williams, viene tirata in ballo  anche la mafia, ei fratelli sono diventati dei cacciatori di taglie per vendetta?! Cooosaa?! 🤣

martedì 14 ottobre 2025

Fa troppo freddo per morire di Christian Frascella

"Più ingannevole che mai mi fu questa copertina". bellissima eh, anche se non centra niente con la trama. L' unico anello di congiunzione è che il protagonista Contrera investigatore privato spiantato, esercita la sua attività in una lavanderia a gettoni presa a prestito da dei musulmani. 
Piaciuta  la critica sociale velata e sottile contro l' intolleranza verso gli immigrati nel nostro paese, e il pretesto tramite un noir di dar voce ad un Mohamed laureato, che in Italia si ritrova fare lavoretti del cavolo per guadagnare una miseria. 
L' inizio è abbastanza  coinvolgente, e  più o meno realistico, mi piaceva anche il tentativo vago di riportare un po' le strade di Torino , il tagliente sarcasmo in Contrera, e che fosse anche un po' sfigato, corrotto e antieroe, peccato che non viene spiegato perché  Contrera decide di spacciare droga e  mandare a rotoli la sua carriera diligente da sbirro. È un libro da uso e consumo, uno di quelli con serializzazione, che sinceramente detesto.
Inoltre,  presenta delle criticità surreali, per esempio: Il protagonista non ha un nome perché non se lo ricorda più, perché il padre lo aveva chiamato con il nome di un super campione della Juventus che poi si è scoperto coinvolto nello scandalo partite truccate, e così ha smesso di chiamare il figlio per nome , ma solo per cognome.Ok, mettiamo che il padre abbia voluto negare il diritto al nome a suo figlio,cosa molto  grave, ma tralasciamo che poteva andare all' anagrafe a fargli cambiare nome se era così devastante e inaccettabile per suo padre.
Ma questo una carta d'identità non ce l' ha? Non la possiede. È la cosa peggiore è che il protagonista non mette mai in discussione questa ingiustizia subita dal padre anzi la perpetra privandosi di un nome, facendosi chiamare solo per cognome, ma tutto bene?  Qua mi sa che le Corone hanno dato alla testa a Contrera. Poi vabbè un noir che vuole sfociare in una di quelle  vendette ordite solo dalla temperanza e ostinazione di un coreano "Old boy" mi è parso più un brutto copia e incolla. Poi un uomo di quarant'anni che non si sa allacciare le scarpe e glie le allaccia un lettore dodicenne di John Steinback?! Non aggiungo altro che è meglio.

domenica 5 ottobre 2025

Tredici di Jay Asher

Ho aspettato un bel po' per leggerlo, perché avevo l' esigenza di dimenticarmi la serie TV di Netflix, non volevo che il ricordo della serie fuorviasse la mia lettura con immagini e ricordi legati alla serie TV, temendo anche che il libro potesse rivelarsi deludente e ripetitivo. In realtà il libro restituisce molto di più alla caratterizzazione dei personaggi principali si dà più spazio ai protagonisti della storia, a Clay in qualche modo vittima collaterale della vicenda e  ad Hannah Baker. Il libro l' ho trovato molto più coinvolgente, perché dà più spazio ai pensieri dei protagonisti e fa capire di più le motivazioni di Hannah e allo stesso tempo appare la voce narrante di Clay che mette in discussione  la scelta  di Hannah e fa capire che c'erano altre soluzioni, più costruttive e meno distruttive come quella che Hannah decide di prendere. Be' non credo che sia un vero spoiler, perché si capisce sin dall' inizio che Hannah Baker è un' adolescente che si è suicidata, viene anche spiegato nel retro copertina , e la storia credo che sia stata già stata spulciata da molti tramite la serie Netflix , ma posso dire che il libro offre dei personaggi un ritratto più autentico e più efficace, e anche un messaggio migliore , anche di messa in discussione sul suicidio da parte di Clay e di speranza per il futuro. Nella serie è apparso tutto molto sensazionalistico, e non mi è piaciuto il fatto che si sia dato così tanto spazio ai bulli, agli antagonisti della storia. Poi, Netflix ne ha voluto ricavare una seconda serie, che non ha nulla a che vedere con la storia del libro, perdendo di vista anche il senso della storia. Inoltre nel romanzo esiste un finale alternativo, la versione originale della prima stesura dello scrittore in cui Hannah Baker non riesce a suicidarsi, ed è ancora in vita e Clay la va a trovare. Io credo che questo sia un young adult molto bello, sia per gli adolescenti che per gli adulti per avvicinarsi al mondo degli adolescenti e alle loro difficoltà. Credo che sia un ottimo libro per parlare di tematiche delicate e forti, tra adulti e adolescenti e rappresenti un' ottima lettura di sensibilizzazione a certe tematiche così difficili.

venerdì 3 ottobre 2025

Cinquanta modi per dire pioggia di Asha Lemmie

"Cinquanta modi per dire pioggia" di Asha Lemmie, l' idea di fondo di questo libro è interessante: La storia di una figlia illegittima per metà giapponese e per l' altra metà di colore, si affrontano temi forti come il razzismo, la mancata accettazione del colore della pelle scura come motivo di vergogna nella famiglia Kamiza; tuttavia questo libro per quanto cerchi di raccontare delle tematiche delicate e forti tirandole in ballo, non riesce ad esaudire le premesse. Purtroppo, non basta scrivere  di determinati eventi, bisogna anche saperli raccontare, bisogna che risultino realistici ed emotivamente coinvolgenti. Ci sono libri per cui si parla di pornografia del dolore per quanto appaiono intensi e forti nella loro drammaticità, mentre in questo io parlerei di banalizzazione del dolore, di buttare tutto in un calderone di eventi tragici, senza darci neanche troppo peso, deumanizzando quasi la protagonista, dico questo perché la protagonista subisce persino una violenza sessuale, ma il modo in cui viene narrata è così crudelmente superficiale e piatta, da non apparire neanche realistica, soprattutto se ci si focalizza nel parlare delle mani bellissime dello stupratore, ma stiamo scherzando?Ma siamo seri? Purtroppo, questi libri tendono ad offendere le persone che hanno subito una violenza sessuale o qualcosa di simile, perché sanno che non è un evento minimo, o una piccola parentesi nella propria vita, è un  trauma  che rimane  perenne e per sempre nel corpo e nella mente della vittima, quindi da lì avrei già smesso di leggere questo libro , ma ho deciso di voler proseguire per capire come sarebbe andato avanti, magari dando la possibilità al libro di farmi ricredere, purtroppo questo romanzo prende una via che non mi è affatto piaciuta, e la protagonista Nori diventa solo un fantoccio su cui si abbatte  la cattiveria della sua famiglia, e tante sfortune a cui lei risponde quasi inerte e svuotata da tutte le tragedie della sua vita, che quasi sembrano neanche appartenerle. Mi sarei aspettata un po' più di analisi psicologica, una maggiore caratterizzazione dei personaggi e dei loro sentimenti, ma  questo appare marginale ad Asha Lemmie.

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