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giovedì 14 luglio 2022

L' eleganza del riccio di Muriel Barbery

Questa storia non mi ha convinto a pieno.
Per prima cosa le due protagoniste risultano abbastanza odiose e ipercritiche nei confronti del genere umano. 
Il problema di fondo è che appare molto superficiale nella trattazione di tematiche anche abbastanza delicate, come il suicidio. 
Ora, io capisco il voler rendere certi argomenti appetibili e fruibili al lettore medio, e l' intento di sdoganare il tabù su certi argomenti, per così dire "normalizzandoli", ma se certi argomenti non vengono approfonditi con una precisa analisi introspettiva, si corre il rischio di sminuire e banalizzare, urtando anche la sensibilità del lettore, soprattutto, a chi certi temi stanno particolarmente a cuore. 
Poi, un' altra cosa che ho particolarmente odiato di questo romanzo è l' ondata radical chic che permane tutta la storia, del tipo "Non sei nessuno se non hai letto il capitale di Marx" . 
Poi ci sono delle descrizioni veramente pretenziose, come anche questi giudizi aspri e abbastanza sciocchi sulle altre persone, da apparire spesso gratuiti e ingiustificati. 
Ora, nel "giovane Holden" c'era dietro un motivo per cui il protagonista disprezzava tutto e tutti, almeno lo spiegava, e non gli si poteva dare tanto torto, ma queste due spesso danno dei giudizi affrettati in cui generalizzano per stereotipi e luoghi comuni, senza mai trascindere dalle apparenze, cosa che dovrebbe essere il contrario. 
Poi, quanto infantilismo c'è nel voler nascondere di essere una portinaia che legge?! 
E poi la dodicenne che si vuole uccidere e poi così di colpo cambia idea, è tutto molto campato in aria. 
Inoltre, troppe frasette pseudo filosofiche che per carità hanno attirato il mio interesse, però nel libro stridono, essendo inserite puramente a caso, giusto per voler dare al libro questa parvenza di pseudo intellettualismo, cosa che non è affatto.

lunedì 6 giugno 2022

Azami di Aki Shimazaki

Questo è il primo libro di una pentologia 
"L' ombra del cardo", non sono una da libri in serie, in realtà se lo avessi saputo prima non mi sarei mai addentrata in questo genere di lettura. 
Odio pure le serie TV proprio perché sembrano non terminare mai, a causa della serializzazione. 
Tuttavia, devo dire che nel complesso è carino, niente di eccezionale, mi aspettavo sinceramente qualcosina di più da un' autrice giapponese, maggiore introspezione dei personaggi, delle descrizioni più accurate e invece è scritto in modo così semplicistico ridotto al minimo indispensabile, è una prosa anonima, senza identità, che avrebbe potuto scrivere chiunque un po' insulso in tal senso. 
Non credo sia un libro brutto, ma non il genere di libro che speravo di leggere. 
Tuttavia, come libro da spiaggia e ombrellone lo consiglio, è una lettura spensierata, e dal primo libro scorrevole e stilisticamente frivolo. 
Non ci si addentra in una prosa elaborata e magnetica, ma piuttosto mediocre e leggera, tuttavia, avendo letto solo il primo libro non posso giudicare l' intera opera. Ovviamente, questa successione di libri è una pura trovata commerciale, si sarebbe potuta riunire l'intera storia in un unico libro, visto e considerato che il prezzo pieno di 18€ per un singolo libro non è giustificabile, visto l' esiguo numero di pagine e la mancanza di complessità narrativa e di stile, questo primo libro si può benissimo terminare in un' unica giornata. 
Motivo per cui vi suggerirei, di recarvi in biblioteca se volete addentrarvi in questa lettura, perché veramente tanto vale farsi la tessera in biblioteca e prendere i libri in prestito, così da risparmiare un bel po' di soldini ed evitare anche di riempirvi la libreria di questa pentologia sproporzionatamente e ingiustificatamente costosa. 
Esteticamente le copertine saranno pure graziose, ma il prezzo è veramente esagerato, per il libro in sé, visto e considerato che esistono storie gratuite scritte in modo più sofisticato e accurato. 

lunedì 25 aprile 2022

Va dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro

"Va dove ti porta il cuore" di Susanna Tamaro è un viaggio drammatico e introspettivo di una nonna, che scrive un diario rivolgendosi alla nipote, con cui ha un rapporto particolarmente stretto, dato che, l' ha cresciuta al posto di sua madre.
In questo diario la nonna rivela dei segreti familiari sconvolgenti, le sue esitazioni, imperfezioni e fragilità umane e quelle di sua figlia (madre di sua nipote).
Racconta del rapporto difficile con sua figlia e sua nipote, della loro incomunicabilità e della difficoltà di entrare in sintonia, senza invadere i propri spazi. 
La Tamaro ci fa intuire che spesso pur volendo bene alle persone care, non riusciamo a comprenderle e a dare loro ciò di cui hanno bisogno, non per cattiveria, ma, perché non ne siamo in grado, non ci sono stati dati gli strumenti, le rassicurazioni adeguate per farlo a nostra volta con gli altri. 
Diventare madre è difficile, ci si ripromette di non commettere gli stessi errori della nostra madre, ma, inevitabilmente degli sbagli si commetteranno sempre, forse, anche diversi e ben peggiori. 
In realtà, poi, nell' età adulta le figlie diventano persone a sé che devono essere in grado di andare avanti e superare anche i danni che sono stato creati dalle proprie famiglie. 
Crescere significa discostarsi, prendere un'altra via e direzione e questo non dipende più dalla famiglia d'origine, ma da sé stessi, dalla propria volontà.
È molto tenero, ma allo stesso tempo struggente e riflessivo. 
È un libro che apparentemente può apparire un po' banale e scontato. 
Forse, un po' sovrabbondante di frasi fatte, però, devo dire che in qualche modo mi ha lasciato dentro qualcosa. 
Mi ha indotto a pormi delle domande sulla mia esistenza e su quelle di ognuno di noi. 

giovedì 14 aprile 2022

L' amore bugiardo di Gillian Flynn.

Pensavo che questo libro fosse un polpettone commerciale, che in fondo avrebbe deluso le mie aspettative e invece... Devo dire di essermi sbagliata, è stata meglio di quello che mi sarei aspettata! È un thriller psicologico ben strutturato. 
È stata elaborata perfettamente bene l' introspezione dei personaggi: è molto focalizzato sulla carraterrizzazione dei protagonisti, tutta al più che sugli aspetti tecnici da indagini poliziesche di cui sinceramente a me importa ben poco, sicuramente, lì ci sarà qualche pecca per i fanatici del genere giallo/ indagini, e forse qualcosa di poco realistico e dissonante nella trama, eppure, nonostante si percepisca qualche difetto, questo libro a mio parere è magnetico.  
Gillian Flynn è riuscita a dare vita, corpo e anima a Nick ed Amy, e sono entrambi un marito e una moglie imperfetti, con le loro complessità e ambivalenze caratteriali e psicologiche, che ahimè sul film per quanto sia stato realizzato così bene, con un ottimo cast, perde molto sulla caratterizzazione lodevole e ben delineata di marito e moglie. 
Il libro è più un indagine su chi sia il più pazzo e problematico tra i due della coppia, e questo romanzo è veramente dissacrante, a tratti ho percepito quasi dell' humor nero su cosa effettivamente sia l' istituzione matrimoniale. 
Mi piacciono questi thriller fuori dagli schemi, non le solite indagini del commissario, il poliziotto e laddove c'è il buono e il cattivo, o si cerca semplicemente l' assassino, ma dove tutto è nebuloso, dove i confini di bene e male sono sempre labili e in cui viene delineata la tossicità dell' amore e la sua stessa necessità di coesistenza tra due persone disturbate.
Questo libro offre degli ottimi spunti di riflessioni sui rapporti di coppia, sul matrimonio, anche sul femminismo e sui luoghi comuni, è un thriller che offre più di quello che ci si aspetta.

giovedì 31 marzo 2022

Figli di un Dio minore di Mark Medoff.

Una riflessione struggente ed emotiva sul rapporto sentimentale tra un uomo parlante e udente, con una donna sordomuta. 
È molto carino, anche se, mi aspettavo, ecco, un libro con una struttura ben diversa, parlando di una tematica del genere. 
A mio parere, è un controsenso scrivere un libro in cui si parla di sordomuti e farlo sottoforma di una sceneggiatura o testo teatrale, in cui il linguaggio verbale è il fulcro di tutto.
Mi aspettavo un libro, che desse più enfasi e importanza al silenzio, dandogli maggiore carica e potenza emotiva, e invece niente.
Capisco, anche il tentativo di sottolineare la preponderanza del mondo degli udenti e parlanti, che sconfina con quello di Sarah. Tuttavia, mi sarebbe piaciuto se il mondo silente di sensazioni di Sarah fosse stato delineato e descritto, almeno, in minima parte.
Poi, anche la relazione tra i due per quanto sia romantica e carina, appare un po' inverosimile e pecca quasi di credibilità, a causa di un' immediatezza cinematografica e teatrale.
Mi è parso un tentativo un po' goffo e azzardato di parlare di una tematica delicata, usando una struttura che ne contraddice appunto il senso. 
Si adopera una narrazione esclusivamente basata su un linguaggio verbale, raccontando la storia d'amore con una sordomuta, be', non è un po' un controsenso?
Ho capito che si voglia far intuire, che con le mani, gli occhi e le sue gestualità Sarah comunque riesca a parlare, tuttavia, avrei preferito la storia sottoforma di romanzo vero e proprio.
Il susseguirsi di dialoghi tra i personaggi si accavallano spesso fra loro, generando confusione tra le diverse scene e salti temporali. 
 Forse, anche a causa di un' impaginazione concepita male, diventa frustante e irritante, questa scelta di stile.
Sicuramente, adesso, sono curiosa di vedere il film; perché, a questo punto, una storia con questa struttura dialogata, lo ritengo molto più godibile e apprezzabile sottoforma di film o di trasposizione teatrale.

mercoledì 30 marzo 2022

Le età di Lulù di Almudena Grandes

Cosa dire di questo romanzo talmente perverso, da far quasi inorridire? 
All' inizio, ho pensato che, si trattasse solo di una storia d'amore tossica e malata, ma, verso la fine si sciolgono i nodi e si declina la criticità della perversione. 
Il vero fulcro delle fantasie e aberrazioni erotiche è che non possono mai confluire con la realtà, senza pagarne le agghiaccianti conseguenze. 
Per certi versi, questo libro mi ha suscitato sensazioni contrastanti tra l' eccitazione e lo sdegno. 
Ma, credo che, 
l' intento della scrittrice fosse proprio quello di disturbare il lettore, narrando di una sessualità sconveniente. 
È un romanzo disturbante, volutamente mascherato da erotismo sentimentale.
È un libro capace di destabilizzare il lettore, a causa della crescente lussuria, che prende una piega inaspettata, incontrollata e controversa, fino a sfociare nella morbosità grottesca.
Ci sono contenuti abbastanza forti di violenza inaudita e immorali, da turbare un comune lettore.
Quindi, la vera domanda è se questo libro mi è piaciuto o non mi è piaciuto? 
Direi, che mi è in parte piaciuto e in parte non mi è piaciuto. Mi è parso che, la scrittrice abbia voluto raccontare all' inizio una storia, e poi, sdradicarla, metterla in discussione, per raccontarne di colpo un' altra. 
Mi ha creato un po' di confusione sugli intenti reali della storia, se fosse quella di raccontare una torbida storia d'amore erotica, o se fosse quella di raccontare le problematiche della sessodipendenza e ninfomania. 
In realtà, ho avuto come la sensazione che in questo romanzo ci fosse un po' tutto e a conti fatti niente. 
Quindi, direi che è una storia discreta, sicuramente, un buon romanzo erotico di intrattenimento, da tenere incollato il lettore e che lascia qualcosina di più della solita spazzatura, propinata sulla falsariga della narrativa erotica, ma, niente di eccezionale, mi aspettavo un prosa erotica più suggestiva e introspettiva alla Anais Nin.

martedì 29 marzo 2022

Corto viaggio sentimentale di Italo Svevo

In questa breve opera all' inizio si respira un Italo Svevo con un' ironia arguta, ma più spensierata, rispetto allo Svevo della "coscienza di Zeno", fino a che non si arriva a metà romanzo, in cui si torna alle tematiche tanto care a Svevo, la fatica di inserirsi nella società, la fatica degli esseri umani a comunicare per davvero fra loro, 
l' innetitudine e la sensazione di alienazione dalla propria esistenza. 
Nella sua brevità si assoppora Svevo in piccole dosi, anche se, l' ho trovato su molti punti di difficile comprensione. 
Il turbine di idee e pensieri del viaggiatore sono spesso vaganti e dispersive. 
Gli incontri e scambi di dialoghi in molti casi a dir poco seccanti e noiosi. 
L' incompiutezza dell' opera si fa sentire, risuona più volte, lasciando il lettore con una sconfinata amarezza. 
Per me, non è di sicuro il romanzo migliore di Italo Svevo, sarà per la sua incompiuta brevità e per la ripetizione di incontri sul treno, che non mi hanno lasciato molto di significativo, com' è stato, invece, nella lettura della "Coscienza di Zeno".

mercoledì 23 marzo 2022

Come sabbia è il mio amore di Kyoichi Katayama

Di quest' autore giapponese, Kyoichi Katayama avevo letto già "Gridare amore dal centro del mondo" e mi era piaciuto particolarmente, perché a differenza dei soliti teen drama con la ragazzina con la malattia incurabile e la storia d'amore, c'era un atmosfera più pacata, riflessiva e introspettiva, meno ridondante di luoghi comuni e molto meno plateale. 
Il modo distinto e quieto con cui i giapponesi affrontano la morte, si respirava in tutto il romanzo. 
Mentre in "Come sabbia è il mio amore", Kyoichi Katayama affronta una tematica più matura e controversa, quella della maternità surrogata. 
All' inizio, il libro è coinvolgente e offre molti spunti di riflessione sulla sterilità femminile e maschile, e sulla questione maternità anche imposta implicitamente dalla società. Tuttavia, per quanto il romanzo nasca con ottimi spunti, si perde progressivamente nella vacuità. 
Molte situazioni avvengono troppo velocemente e non vengono del tutto spiegate. 
Mi sarei aspettata qualcosa di più, giunta a metà libro l' ho trovato piuttosto noioso e deludente, decisamente troppo superficiale e vago. È bella l' idea di fondo, ma, purtroppo, gli sviluppi si sono come dire inabissati, restando completamente sconclusionati.

lunedì 14 marzo 2022

Il gioco di Louise di Tara Isabelle Burton

Un libro inaspettato, sorprendentemente bello. 
Mi piace come la giornalista/scrittrice abbia narrato la storia, si sente che nello stile ci sia un' impronta giornalistica, dato che la prosa risulta spedita e immediata, tuttavia, senza togliere nulla alla narrazione che, anzi risulta piacevole, originale e mai banale.
Questo romanzo parla di un' amicizia fra due ragazze, Louise molto povera che si barcamena tra diversi impieghi per potersi pagare l' affitto, mentre Lavinia è benestante, figlia di persone ricche, che può permettersi tutto ciò che desidera. 
Si incontrano per caso, perché Louise deve dare lezioni di recupero alla sorella di Lavinia, ma, poi, accade che, per una cosa e per l' altra, Lavinia la inviti a partecipare ad una festa nell' upper East side, e tutto cambia, come per magia nella vita di Louise. 
Ben presto, Louise capirà che quell' assaggio della vita agiata e mondana non le basterà. 
Tuttavia,  nella frivolezza e vacuità delle feste di New York si nascondono e insidiano tutti i problemi psicologici di Lavinia, tutti i suoi eccessi bipolari e narcisistici. 
Ma, Louise si lascia cedere e trascinare dai vantaggi, senza più calcolare gli svantaggi che questa amicizia tossica e malata possa comportare nella sua vita. 
Eppure, il romanzo sin dal titolo ci suggerisce, che Louise non sia una vittima del tutto incosapevole di cosa le accadrà intorno. 
Ho adorato il gioco di specchi tra le due protagoniste-antagoniste in cui i ruoli di entrambe si ribaltano e invertono continuamente, chi è la vittima e la carnefice tra le due? È un romanzo thriller psicologicamente inquietante e disturbante. Be', forse, sul finale si perde un po', lasciando un po' a desiderare, ma ha delineato perfettamente l' incontro tra due personalità psicologicamente instabili e di quanto l' unione fra le due possa fare danni. 
Ha reso anche bene quell' idea della città di New York vissuta in prospettiva di Louise, senza un soldo e quella diversamente vissuta da Lavinia, a perdersi nell' eccesso e nella mondanità, per colmare la propria incapacità di affrontare la vita e riempire i propri vuoti e senso di solitudine. 
Si intuisce quanto in realtà entrambe le due ragazze si cerchino e si vogliano bene, ma alla fine, la loro amicizia risulti inconciliabile, destinata a non conclamarsi mai, nonostante le buone intenzioni, soprattutto, se ci sono di mezzo tante bugie e una buona dose di bipolarismo.
 

martedì 8 marzo 2022

Parasite in love ( manga di 3 volumi)

Questo manga di genere seinen, rivolto ad un pubblico maturo, mi catturava per la particolarità della trama e il fascino dei disegni. 
Ispirato ad un romanzo, che è stato poi reinventato e trasposto sottoforma di manga. 
Devo dire che mi è piaciuto molto, anche se, con degli alti e bassi. 
Il primo volume è molto bello, a livello di storytelling. Ho amato l'accurata introspezione dei protagonisti nel rivelare le loro manie e fobie, coordinate perfettamente con le immagini.
È un manga eccezionale, disegnato molto bene, con una grande cura dei dettagli.
Tuttavia, il secondo volume si perde un po' in nozionismi scientifici di biologia, che mi hanno particolarmente annoiato e reso la lettura faticosa. 
Poi, avrei preferito che ci si soffermasse più sulle fobie e manie dei protagonisti che, magari, insieme riuscissero a trovare la forza e la determinazione per risolverle, e invece, si vira su altro, perdendo di vista altri interessanti spunti, che potevano essere approfonditi, ma l' occasione è persa. 
Si è voluta virare sul fatto che,  l' amore dei due protagonisti, sia determinato da una forma particolare di parassita, anche questo è un punto interessante, ma viene portato un po' all' esasperazione. 
Tuttavia, con il terzo volume la storia si riprende, soddisfacendo le mie aspettative.

domenica 6 marzo 2022

Il sospettato X di Keigo Higashino

Mi aspettavo qualcosa di più intrigante e coinvolgente, un thriller psicologico che lasciasse con il fiato sospeso e invece... 
È un giallo atipico, come molti nel panorama giapponese, è questo mi ha spinto a volerlo leggere, ma, speravo in qualcosa come: "L' uomo che voleva uccidermi" di Shuichi Yoshida, in cui c'è della suspence, perché si sa già chi è
l' assassino, ma non si svela il movente. Invece, questo libro è piatto, si svela sin da subito l' omicidio, ma non stuzzica più di tanto l' interesse del lettore nel voler andare avanti con la lettura. 
L' unica domanda che ci si pone è se la polizia riuscirà veramente a scoprire l'omicidio. 
Mi ha colpito un po', il fatto che si narri la storia molto più dal punto vista degli assassini, tanto da spingere il lettore a tifare per loro, ma, per il resto questo libro come prosa è scorrevole, piacevole, ma andando avanti divaga, diventando piuttosto semplicistico e banalotto, da ricordare lo stile delle storie del detective Conan. 
Poi, i personaggi stessi perdono tanto di mordente e credibilità, soprattutto per il loro eccessivo ed esasperante spirito di sacrificio, che viene veramente portato all' eccesso, creando più degli stereotipi, di personaggi usciti più da un anime che da un libro. Ho apprezzato i richiami a dei famosi e interessanti teoremi matematici, ma per il resto non è il genere di thriller introspettivo e psicologico che cercavo, mi ha deluso molto. 
Poi, non parliamo della penosa impaginazione di giunti al punto, nella versione economica e nutro forti dubbi anche sulla autorevolezza della traduzione. Spesso, sono state adoperate parole di uso gergale, per nulla piacevoli da leggere in un testo scritto. 
Ora, io non credo che,  Keigo Higashino abbia scritto in giapponese una parola corrispondente ad  "un sacco" per dire "tanto", perché un sacco non è un aggettivo da usare in un testo scritto, a meno che tu non stia parlando del sostantivo "sacco". 
Il guaio è che in questo romanzo viene adoperato come sostituto di tanto.
Poi  il "non comment", come tante altre innumerevoli parole. 
Mi è parso, come se a lungo andare si fossero stancati di tradurre in modo valido e accurato il testo, ed è stato molto sgradevole da lettrice vedere un romanzo trattato così male, tanto da fargli perdere anche quel minimo di eleganza e cura stilistica. 
Povero Keigo Higashino, sempre un autore così di nicchia da essere volgarmente bistrattato dalle case editrici italiane.

giovedì 13 gennaio 2022

La signora delle ombre di Philippa Gregory

Su goodreads questo libro è inserito nella lista dei romance più brutti, ma il punto è come fa ad essere un romance brutto, se non è appunto un romance?!  Mi sorge il dubbio, ma la gente lo ha letto veramente questo libro? Ho come l'impressione che molti si siano fermati alle prime pagine, dando un giudizio affrettato e incompleto.
Non c'è alcuna storia d'amore in questo libro! Nel retro copertina si ammica con l' inganno alla parola "passione",  facendo credere al lettore che ci sia una travagliata storia d'amore tra la protagonista e lord Hugo, ma in realtà il punto forte e caratterizzante di questo libro è la più totale assenza di sentimenti romantici. 
La protagonista Alys passa dall' essere una fattucchiera, una monaca, fino a diventare la scribana di lord Hugh, per poi diventare l' amante di Lord Hugo, nella speranza di poter diventare una lady, con il supporto della magia nera. Alys non è la solita protagonista buona e genuina, è un personaggio femminile negativo, anzi mi verrebbe da dire che non esiste un personaggio positivo in questo libro.
Tuttavia, se analizziamo il contesto storico, periodo della dinastia dei Tudors e l' ambiente in cui Alys si muove, possiamo non empatizzare con lei, non compatirla almeno un po'? 
In una società dominata da un maschilismo imperrante, su cui predominava l' aristocrazia e in cui vigeva la superstizione e la caccia alle streghe, Alys tenta con le unghie e con i denti di sopravvivere e di emergere, laddove il vento è più favorevole, giocando sporco, tanto quanto gli altri personaggi.
Mi dispiace, che questo romanzo sia stato trattato da molti con giudizi sbrigativi e superficiali,  perché è una lettura di intrattenimento efficace, che rispecchia perfettamente la dura e difficile condizione della donna in quel periodo storico. 
Sicuramente, ci sono espedienti di magia, ma non sfocia nel fantasy, si tratta di magia oscura, che spesso si rivolterà anche contro gli stessi piani della protagonista. Philippa Gregory è una studiosa del periodo storico dei Tudors, e in questo romanzo risulta evidente quest' influenza, si respirano tanto quelle atmosfere. Certamente, ci sono alti e bassi in questo libro, ed è normale che leggendo le prime pagine, si potrebbe erroneamente pensare ad una storiella d'amore di classi sociali differenti, oppure di una strega/ monaca con un lord. 
All' inizio della lettura, strideva la narrazione di una monaca/strega, però più avanti tutto comincia ad avere più senso. Proprio perché Alys è una protagonista che reinventa sé stessa, in base alla corrente sfavorevole o favorevole degli eventi, insomma, è un voltafaccia continuo, non è un personaggio che persegue un' ideale, ma solo ciò che più le fa comodo. Rincorre gli agi e la posizione che le si prospetta più confortevole e vantaggiosa. 
Poi le scene sessuali di questo libro non sono erotiche di per sé, ma prendono una piega volutamente sordida e grottesca. Alys usa l'esoterismo e il sesso, come mezzi di manipolazione, ma senza sapere che le si potranno rivoltare contro. 
In certi momenti, questo libro mi ha fatto pensare a "Madame Wu" di Lin Yutang, quindi, non è proprio un romanzetto rosa. Inoltre, ci sono momenti forti e crudi di sporca e misera rivalità femminile, per poi concludersi in una sconfitta per entrambe le due donne. Posso anche capire, perché il romanzo possa a molte non essere piaciuto, chi sperava di leggere un romance in costume, non ha trovato ciò che sperava. Chi credeva di trovare un libro erotico, anche in questo senso non si è trovata soddisfatta, perché la storia parla di una povera donna che non possiede niente, e che pur di ottenere ciò che vuole, si dota di tutta la sua astuzia, avidità e freddezza, diventando sempre più macchiavelica e pronta a tutto, pur di ottenere ciò che vuole. A me ha catturato, proprio perché durante la lettura, stavo a chiedermi: "Come farà l' arcigna e crudele protagonista a riemergere ancora una volta? Quale subdolo piano architetterà stavolta?".
Ma al contempo, si insinuava nella mia testa il dubbio, se desiderassi che la protagonista soccombesse o che l' avesse effettivamente vinta. Questo romanzo è stato per me un passare di continuo dall' odiare la protagonista e a godere dei propri insuccessi, fino ad arrivare alla conclusione di desiderare in una sua possibilità di riscatto. Anche Philippa Gregory manipola il lettore a proprio piacimento, e per fare questo ci vuole anche una discreta bravura.

venerdì 24 dicembre 2021

Sono introverso e allora? di Steve Allen.

Mi è piaciuto molto, offre ottime informazioni e consigli utili , inoltre, rende note le peculiarità degli introversi, comunicandoci che essere introversi non è un difetto, ma un modo di essere con i suoi pro e contro tanto quanto l' estroversione. Non esiste una formula magica per essere differenti da quel che si è. Non dobbiamo forzarci di essere ciò che non siamo, rinnegare la nostra natura introversa, ma tutta al più valorizzarla quando è necessaria, e sdoganarla e affievolirla se le circostanze lo richiedono. Ho amato questo libro perché non si proclama essere un inno all' introversione, non dice che gli introversi sono buoni e belli e gli estroversi brutti e cattivi, semplicemente mette in luce le qualità e i difetti di entrambe le personalità, attraverso studi scientifici  condotti su entrambi i due modi di essere. Ha messo in luce, anche quanto gli introversi abbiamo una maggiore capacità di analisi e di conseguenza di ipercriticità, ed è vero, da introversa mi ritrovo, sono una vera criticona, non che mi metta a puntare sempre il dito verso gli altri e i loro comportamenti, però mentalmente sì, troppo spesso tante e innumerevoli volte. Dopotutto, gli introversi sono già super critici verso sé stessi, figuriamoci se possono risparmiare gli altri dalle loro durissime sentenze. D'altra parte, questo libro ci fa notare quanto gli introversi riescano a vedere molto meglio i propri difetti e quelli altrui, rispetto agli estroversi. Tuttavia, se questo può dare agli introversi una maggiore consapevolezza degli altri e di sé,  così da potersi migliorare, dall' altra può essere anche un modo distruttivo di mozzarsi le gambe, nelle circostanze di tutti i giorni. L' estroverso è più leggero, lui vive più sul mondo esterno, attraverso gli altri e l' azione, mentre l' introverso vive nel suo mondo interiore. È facile pensare che gli estroversi siano persone che abbiano più successo soprattutto in Occidente, perché  è la personalità che riceve più approvazione, mentre quando sei introverso ricevi più volte feedback negativi da parte delle altre persone, ma in realtà l' estroverso se portato all' eccesso tanto quanto l' introverso può fare tanti danni. Perché? Questo libro ci spiega benissimo il motivo, perché se l' introverso presta molta attenzione e medita sulle sue azioni e parole misurandole, dall' altra l' estroverso avrà la tendenza ad essere più impulsivo e incauto, facendo maggiore fatica ad empatizzare con gli altri e ad accorgersi della causa effetto che le sue azioni e parole producano sugli altri. 
L' estroverso è imperterrito, si nutre di socializzazione e azione, mentre l' introverso si nutre della sua solitudine e calma. 
Anche l' estroversione se portata agli eccessi è distruttiva, perché non si può vivere di sola azione e socializzazione, bisogna imparare anche a saper stare bene con sé stessi e riuscire anche a godersi i momenti anche quelli di inattività, perché sono quelli ad essere un' importante spunto di riflessione e rinascita. 
L' estroverso fugge da sé stesso, dalla sua interiorità, e quando è tempo di fare i conti con sé stesso, potrebbe farsi più male di un introverso, proprio perché è disabituato a fare i conti con i propri mostri interiori, mentre un introverso li conosce bene, è abituato a scontrarsi contro di essi,  e saprà tenerli maggiormente a bada, oppure no, potrebbe lasciare che essi prendano il predominio di sé stesso. 
Questo libro ci dimostra quanto entrambe le due personalità se portate all' eccesso possano essere letali. 
Quindi, la soluzione sarebbe quella di raggiungere un equilibrio fra le due personalità, racchiudendo in noi stessi entrambi i due spettri caratteriali. Dopotutto, chi davvero, riesce ad essere sempre e costantemente introverso e chi riesce a perseguire una vita sempre attorno agli altri e all' azione continua? In entrambi i casi si finirebbe per impazzire e a non stare affatto bene con sé stessi e tanto meno con gli altri.

giovedì 23 dicembre 2021

Hummus a colazione di Serena Zammartini

È la storia di una donna single di trentacinque anni che ama moltissimo viaggiare da sola, visitando luoghi particolari dallo Sri Lanka, a Bali in Thailandia, fino alla tappa decisiva Israele, è questo il viaggio on the Road su cui si sofferma il libro. 
L' ho trovata una lettura molto piacevole sul viaggio come introspezione personale e un modo per essere emotivamente indipendente ed emancipata. Ho amato anche il fatto che la storia resti fissa sul viaggio e non cambi affatto rotta, virando in una storiella romantica, ma più su avventure occasionali della protagonista, che nonostante perda la testa per qualche ragazzo, non si lasci sopraffare e persegua il suo viaggio in piena autonomia e con lo stesso entusiasmo. Il cibo tipico, l'hummus, i felafel e i mercatini, insomma si respira aria medio orientale e risveglia una grande voglia di viaggiare, anche da soli se è necessario, perché parliamoci chiaro è piacevole viaggiare in compagnia, ma da soli diventa un'esperienza ancora più forte e intensa, soprattutto in luoghi sconosciuti, in cui si parla una lingua differente dalla propria. Sapersela cavare da soli in un luogo estraneo, può renderci emotivamente più forti e intraprendenti, può darci una sferzata di autostima che ci mancava.

lunedì 20 dicembre 2021

Un litro di lacrime di Kito Aya

Il diario di Kito Aya è struggente, commuove e fa pensare, ci mette di fronte agli occhi la disabilità, quella che spesso non vogliamo vedere perché troppo pesante e triste da vedere soprattutto in una ragazzina. Aya ci fa entrare dentro la sua malattia, ci mette nella condizione di scoprire come ci si sente ad avere una malattia come la SCA, l' attasia spinocerebellare, passo dopo passo, tra il passaggio della sua vita adolescenziale fino all' età adulta. Il suo coraggio e la sua forza di volontà resta impressa tra le pagine di questo diario. Avevo visto in passato il drama giapponese, ispirato a questo diario, ma posso dire che non è stato altrettanto bello, perché sono state cambiate molte cose, si è voluto necessariamente creare una storia d'amore, virando ad un dramma romantico, per renderlo più accattivante per gli spettatori. Capisco, anche l' espediente della "love story" nella realizzazione di un telefilm, però non è questa la vera storia di Aya. Kito Aya non ha avuto una storia d'amore come le altre ragazzine, proprio perché la sua malattia non glie l'ha permesso. Dentro di lei, però Aya aveva conservato e nutrito la speranza di potersi innamorare e sposare come tutte le altre persone, e probabilmente, come si evince dal diario doveva essersi presa una cotta per uno specializzando di medicina. Il drama giapponese era molto edulcorato, mentre il diario presenta una realtà molto più cruda e drammatica, eppure, nonostante tutto Aya pur cadendo, e versando un litro di lacrime, riusciva a trovare comunque la forza di volontà per reagire e andare avanti, nonostante il progredire della malattia. Questo non è un libro che si legge per la sua prosa accurata, ma più per la forza e il coraggio della sua protagonista, una ragazza veramente esistita, che ha toccato il cuore di molte persone, per come è stato in grado di fronteggiare la sua malattia. Le sue parole sono semplici e spontanee, abbozzi di una ragazzina, ma efficaci, toccano sul vivo. Aya nel suo diario parla della sua malattia con estrema schiettezza, senza sconti, e tuttavia, non c' è autocommiserazione in lei, ma neanche un eccessiva positività irrealistica, ma si respira in lei solo tanta umanità e voglia di reagire alle avversità, ma non senza vacillamenti e tentennamenti, anzi Aya ne ha tanti, ed è proprio nelle sue fragilità di ragazzina che sta la sua stessa forza, perché nonostante tutto trova lo stesso il modo di asciugarsi il viso e riprovare, trovando sempre nuovi modi per fare quello che la malattia non le consentiva di fare. È un grande esempio di vita per la sua grande forza di volontà. Ebbene, ho versato anche io un litro di lacrime per la cara e piccola Aya.

La tentazione di essere Cesare Annunziata di Lorenzo Marone.

Ho letto la tentazione di essere felici di Lorenzo Marone, che mi è strapiaciuto, ma in questa raccolta di brevi racconti il personaggio di Cesare Annunziata a mio parere viene stravolto e reso piuttosto banale, raccontando espedienti scontati e nulla di interessante, capisco che si tratti di brevi racconti gratuiti, però uno sforzo in piú.

sabato 18 dicembre 2021

Il fantasma del lettore passato di Desy Icardi.

Una breve lettura di natale piacevole, con i personaggi "dell'annusatrice di libri" suo precedente romanzo, con una mole di pagine molto più lunga. Tuttavia, ben speravo in qualcosina di più, per esempio, in una storia d'amore nella terza età fra l' avvocato Ferro e la zia di Adelina. 
Desy Icardi resta per me una garanzia nel novero delle letture gratuite su Amazon Kindle, mi piacciono sempre i suoi tributi ai libri, in questo caso "il canto di Natale" di Charles Dickens è il libro più volte citato. Inoltre, ci strappa un sorriso e ci intenerisce con i suoi personaggi appassionati lettori, su cui possiamo rispecchiarci. 

venerdì 17 dicembre 2021

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle stop di Fannie Flagg.

È un romanzo americano cult, mentirei se non dicessi che mi aspettavo una prosa più accurata, meno scazzottata, ma credo che sia volutamente scritto così, è una narrazione corale spedita, che raccoglie le vicende di svariati personaggi frequentatori e gestori del caffé di Whistle stop, in Alabama. È una scrittura ariosa, priva di dettagli e descrizioni, ci si sofferma solo alla narrazione delle vicende per raccontare gli anni 60, il periodo della grande depressione e gli inizi degli anni 90. Ci sono continui salti temporali e rimandi saltallenanti di personaggi differenti in ogni capitolo, e se da una parte lo rende una lettura fluida e stimolante, dall' altra purtroppo raccoglie la pecca di essere troppo caotico e dispersivo. Non ci viene dato il tempo di empatizzare con i personaggi, se non con quelli principali, gli altri fanno solo da sfondo confondendosi con altri innumerevoli nomi. Di sicuro, non sono i personaggi realmente i veri protagonisti della vicenda, ma il caffè di Whistle stop entro cui si svolgono molte delle vicende narrate, e i pomodori verdi fritti preparati in quel caffè, che erano appunto la ricetta di Sypsey una donna di colore; infatti, il tema principale e cardine del romanzo è il razzismo, quando in America vigevano le leggi razziali e non si poteva servire nei locali ai neri. Poi si parla di differenza di genere, della relazione sentimentale fra due donne, Ruth ed Idgie, solo che ho trovato poco veritiera la tolleranza riscontrata da tutti, verso la loro relazione, soprattutto in quegli anni. 
Mi è sembrato come se l' autrice volesse racchiudere in un libro diverse tematiche, ma che poi a conti fatti, non sia riuscita a focalizzarsi effettivamente su nessuno. Tuttavia, mi è piaciuta la leggerezza di questo libro, l' ironia tagliente di cui l' autrice si arma parlando di maschilismo e femminismo, senza però scadere nella superficialità. Inoltre, è un libro che sfortunatamente appare ancora attuale, sono passati gli anni, eppure certe dinamiche e pregiudizi restano ancora gli stessi. 

lunedì 6 dicembre 2021

Il mago di William Somerset Maugham

Il mago di William Somerset Maugham, prende ispirazione da un personaggio misterioso e inquietante realmente conosciuto da Maugham, Aleister Crowley un praticante di occultismo. In questo romanzo Maugham si rifà a " Dracula" di Bram Stoker e a "Frankenstein" di Mary Shelley. Maugham amalgama brevemente e sapientemente elementi gotici ed horror, ma resta una lettura di mero intrattenimento, senza fare un' analisi psicologica dei suoi personaggi e senza ricche riflessioni di fondo, com' era in Frankenstein di Mary Shelley e senza gli eccessivi moralismi cattolici pregnanti in Dracula. Mi è piaciuto lo stile diretto e spedito del romanzo, però, ho sentito verso la fine della storia che mancasse qualcosa, forse un po' di quella suspence presente in Dracula e in Frankenstein. Non sono riuscita a lasciarmi trascinare dalle vicende, non ero in ansia e in trepidante attesa di sapere cosa sarebbe accaduto ai protagonisti, non mi ha coinvolto, perché i personaggi erano psicologicamente fin troppo piatti, privi di spessore e non sono entrata in empatia con loro, da lasciarmi travolgere dall' incombente finale, tanto che ho dovuto leggerlo piú di una volta, perché verso la fine la mia mente vagava altrove. Mi piace lo stile di Maugham, ma questo romanzo forse è stato troppo coinciso, eccessivamente incentrato sullo svolgimento degli eventi, perdendo di vista la caratterizzazione dei personaggi, la loro analisi psicologica e anche l' aspetto magico. In realtà, di occultismo, magia e alchimia, argomenti che tanto mi piacciono be' se ne parla poco, vengono solamente accennati ai fini strettamente necessari della trama. Tuttavia, è uno scrittore che vorrei continuare a leggere, ha dei tratti distintivi e singolari nello stile, poi la sua vita travagliata, il suo non considerarsi mai abbastanza e all' altezza dell' essere considerato un grande scrittore, ha attirato il mio interesse. 

domenica 24 ottobre 2021

La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone.

Questo libro è un inno alla vita, ironico, sarcastico, pur prendendo una piega triste e drammatica, riesce lo stesso a strappare dei sorrisi al lettore. Non si tratta di letteratura di alto livello per carità, e non lo ritengo neanche un libro che ne ha la pretesa, e l' ho apprezzato proprio per questo. Lorenzo Marone non strafà mai, durante la narrazione, del personaggio di Cesare Annunziata ci descrive un vecchietto sulla settantina che conserva una gran voglia di vivere, nonostante tutti gli urti della vita. Ma, non si tratta di un anzianotto tenero e coccoloso, anzi, Cesare è tutto fuorché un docile nonnino, e lo apprezziamo proprio per questo, perché in Cesare Annunziata possiamo vedere il ritratto sbiadito dei nostri padri e di qualche nonno.
Mi ha sorpreso molto come Lorenzo Marone sia riuscito a delineare così bene il personaggio di Cesare Annunziata, un protagonista che non è un santo, ma neanche un burbero e scorbutico, come spesso tenta di apparire. 
Questo signore di una certa età ci attira per le sue contraddizioni caratteriali che lo contraddistinguono, dandogli una maggiore umanità. Poi, si toccano tematiche anche delicate come la violenza sulle donne, diventando uno pseudo testo di denuncia, anche se la tematica viene drammaticamente abbozzata, per non volgere troppo nella tragedia, però ho comunque apprezzato il tentativo, anche se non del tutto ben riuscito. Del resto, capisco anche, che trattare certe tematiche non sia mai troppo semplice, mantenendo comunque un ritmo allegro e disteso alla storia, senza correre il pericolo di cadere nella superficialità. 
Tutto sommato Lorenzo Marone è a sprazzi riuscito nell'intento, garantendo un buon ritmo tra commedia e dramma, senza scivolare nella scontatezza e nell' eccessivo buonismo retorico. 
Una bella scoperta. Un libro per passare delle piacevoli ore di lettura spensierata, ma non troppo, perché ci mette dinnanzi alla vita e a tutte le sue sfaccettature allegre e drammatiche, ma ci spinge allo stesso tempo ad accettarle e a prenderle con maggiore tranquillità e leggerezza. 
In questo romanzo è profuso l' amore per la vita in tutti i suoi aspetti allegri, divertenti, ma anche dolorosi, e ci dona un buon insegnamento l' accettazione e la consapevolezza di come la vita sia da prendere a morsi in modo consapevole, e che non bisogna mai rimandare nulla della propria esistenza, perché poi il tempo passa e non perdona le nostre scelte sbagliate.

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