domenica 30 luglio 2023

Un vero uomo per Mattie Ross di Charles Portis

Contrariamente da quello che sembri suggerire il titolo, non esiste alcuna storia d'amore in questo libro. La protagonista Mattie Ross, una quattordicenne, disposta a vendicare il padre, assoda due uomini per uccidere l' uomo che ha ucciso suo padre, ma in realtà il compito assegnato non sarà così semplice, da portare a compimento. 
È  un romanzo d'avventura western, molto immediato e leggero da leggere, ma non lungi dall' essere molto cruento e sanguinario. 
Quello che mi ha sorpreso è che il romanzo sia completamente incentrato sulla grinta e il coraggio di Mattie Ross, la ragazzina è pronta a tutto per portare a termine la sua vendetta, e non si lascia fermare e scoraggiare dalle difficoltà che incontrerà durante il suo tragitto; a differenza di come poi sia stato trasposto nella versione cinematografica "Il Grinta" , che mette più in luce la figura dello sceriffo e non della ragazzina. Non è proprio il mio genere, però ogni tanto mi piace lanciarmi in letture insolite e fuori dai miei schemi, uscire insomma dalla mia confort zone, e devo dire che pur non essendo un romanzo da me, devo dire che nel complesso, l' ho apprezzato, perché in fondo ha un'impronta anche pseudo femminista, e mette in dubbio il fatto che una ragazza debba per forza trovare un uomo per portare a termine i suoi obbiettivi.

lunedì 17 luglio 2023

L' estate che sciolse ogni cosa di Tiffany Mcdaniel

Ho iniziato a leggere questo romanzo con poca convinzione, eppure, proseguendo con la lettura mi sono ricreduta. 
Era da tanto che non leggevo un libro che mi piacesse così tanto, da non riuscire più a staccare gli occhi dalle pagine. 
La trama è un po' insolita, e può cogliere il lettore del tutto impreparato, potrebbe apparire un incipit banale, sciocco e strampalato, ma non lasciatevi ingannare, superate le pagine iniziali capirete che non è quel che sembra, che questo romanzo è crudo, tragico, spietato come del resto lo sono l' ignoranza, il pregiudizio e la religione. 
Prende evidentemente spunto dal "Buio oltre la siepe" e volutamente viene citato, come vengono richiamati altri grandi libri della letteratura.
Tuttavia, posso dire di non aver mai letto nulla di simile a questo romanzo, è una scrittura apparentemente semplice, spedita e immediata e all' inizio sembra una riproduzione cinematografica già vista, con ambientazione anni 80' nel caldo Midwest, ma poi, l' elemento surreale si presenta alla porta della più classica e comune famiglia americana e tutto cambia. 
In realtà, più che il surreale, è più un' idea, una paura che si instilla nella gente che vive nell' Ohio sotto il caldo torrido di quell' estate. Un bambino misterioso che afferma con convinzione di essere il diavolo in persona , rispondendo al chiaro invito del signor Bliss. Il romanzo ci fa intuire come spesso, la realtà possa essere facilmente stravolta, manipolata e sovvertita a proprio piacimento a causa delle credenze, dei pregiudizi e dell' ignoranza, soprattutto  se si aggiunge la questione razziale perché questo bambino è nero, nero come il carbone, e quindi come mettere in dubbio che non sia il demonio in persona, se lo afferma lui stesso? È un romanzo straziante, sconvolgente e  dissacrante, che mette in discussione i fondamenti religiosi cattolici e cristiani, quindi nulla di quello che credevo di leggere, perché dalla copertina sembrava più un libro per ragazzini, e invece no, è un libro che affronta tematiche delicate e forti, e non addolcisce affatto la pillola, non si scende  sicuramente nella descrizione morbosa dei dettagl, riguardanti le  violenze, soprusi e  abusi, ma non è un romanzo che allegerisce e smorza i toni.  
No, Tiffany Mcdaniel vuole che il messaggio arrivi chiaro e tondo, su quanto l' ignoranza, il bigottismo, il perbenismo, il pregiudizio e i dettami religiosi possano in realtà danneggiare e distruggere la vita delle persone, tanto da impersonificare il male, paradossalmente nella stessa  convinzione di annientare e sconfiggere il male, credendo  di agire e di essere sempre fermamente  nel giusto. Il dubbio umano, il sapersi mettere in discussione rappresenta la svolta, il punto di arrivo. 
Scoprire che il bene e il male non hanno dei confini così netti e distinti, e che tutto quello che ci è stato detto su Dio e il mondo potrebbe essere solo una vile menzogna.

giovedì 13 luglio 2023

La regina degli scacchi di Walter Tevis

Concedetemi un commento un po' ignorante: Troppi scacchi; giustamente, era probabile che fosse così,  che si parlasse appunto di scacchi, e mi affascinava leggerlo proprio per questo, perché mi era piaciuta tanto la serie breve su Netflix, pur non avendo idea di come si giochi a scacchi. Sì, a livello più o meno basico ed elementare qualche regolina la conosco, ma per il resto buio totale perché è un gioco molto di logica e complesso. 
Esistono mosse con dei nomi particolari che vengono citate spessissimo nel corso del romanzo, e una cosa che mi sono chiesta più volte durante la lettura è stata perché le case editrici non abbiamo voluto almeno fare degli approfondimenti? Inserire a parte nella pagina dietro o qualche asterisco a piè di pagine, per spiegare queste misteriose e fantomatiche mosse?
Non dico che dovessero creare un manuale di scacchi, ma quanto meno svelare e chiarire un paio di cosette al lettore medio, che si trovi piuttosto spaesato nella lettura di questa storia.
Tuttavia, questa carenza io non la rimprovero allo scrittore, ma più alle case editrici che hanno pubblicato il libro soltanto per puro marketing, spinti dal successo della serie TV, senza dedicarci un minimo di cura editoriale di cui io penso avesse invece strettamente bisogno. 
Non  rimprovero questa mancanza allo scrittore, perché lui sta raccontando una storia, e se doveva stare lì a spiegare ogni minima regola degli scacchi sarebbe stato troppo prolisso e si sarebbe persa la fluidità e l' efficacia del testo, tuttavia, però senza conoscere bene il gioco degli scacchi, può diventare una lettura molto ostica, tecnica e quasi faticosa da proseguire. 
Quindi, forse sarebbe bene prima leggersi un manuale di scacchi ed essere un giocatore professionista e appassionato agli scacchi, e poi leggersi questo libro, altrimenti vi guardate la serie Netflix e vi appare tutto più trasparente, riassuntato e semplice da capire per noi comuni mortali, che di scacchi non ne capiamo nulla.
Poi, come posso dire, mi aspettavo una lettura più formativa e godibile, e invece mi sono accorta che ad un certo punto la crescita di Beth Harmon si arresta, rimane ferma in una fase di stallo, non avviene un cambio di rotta, non esiste progressione in realtà, ci si ferma agli scacchi, ha un finale un po' triste , ma non è quello il punto, mi aspettavo anche una maggiore indagine psicologica del personaggio, e invece, mi è parso che il libro non abbia aggiunto nulla di nuovo, e che anzi su molti aspetti la serie su Netflix sia stata molto più esaustiva ed efficace nella costruzione della personalità di Beth e nel raccontare il suo senso di insoddisfazione e solitudine, che la spinga sempre verso delle dipendenze dalle pillole e da alcool , ma poi, senza voler romanzare la sua passione  per gli scacchi, in realtà denotiamo che anche gli scacchi sono una sua ossessione  e dipendenza  insalubre, che non la conduca a vivere a pieno la sua vita, e quindi, continuerà spasomadicamente a giocare fino all' infinito, per tutta la vita. 
Mi è piaciuto questo aspetto, il fatto che si metta anche un po' in discussione il fatto che la passione, la propensione e la bravura in qualcosa sia necessariamente un qualcosa di bello e positivo, mentre in tanti casi la genialità e la capacità in molti casi stia proprio nell' espressione di un malessere interiore, da cui la persona voglia assolutamente fuggire, e attraverso quella sua passione riesca a rifugiarsi per non vivere in realtà, pienamente la propria vita e non fare i conti con i propri problemi psicologici. 
Alla fine, non dico che sia un brutto romanzo, ma non mi ha entusiasmato particolarmente, forse perché avevo già visto la serie su Netflix che è  stata realizzata molto bene e abbastanza fedele al libro,quindi non mi ha particolarmente dato di più di quello che potesse darmi la serie.Tuttavia, quando giocano a scacchi mi è piaciuto spesso come è stato anche nella serie, tuttavia, nel libro ecco in questo è stato forse più preciso lo scrittore, nel descrivere il gioco di sguardi che avviene tutte le volte tra Beth e i suoi avversari, da diventare in certi momenti un gioco di tattica sensuale, e da lì forse capiamo perché continua imperterrita a giocare, forse, in fondo è un modo per incontrare l' altro, per entrare in relazione con altri esseri umani, dato che non riesca a farlo nel modo naturale e comune in cui lo facciano gli altri. Perché Beth riesce a sedurre i suoi avversari attraverso le sue mosse complesse e articolate, tanto che a conclusione della partita molti la abbracciano e le fanno i complimenti restando abbagliati e folgorati da lei, tanto da spingerli ad un sentimento di sportivo affetto, e forse alludendo anche a qualcosa di più.

mercoledì 28 giugno 2023

Il quinto figlio di Doris Lessing

E se il figlio tanto desiderato, non corrispondesse poi alle nostre aspettative? Se il nostro bambino ci apparisse estraneo, aggressivo, come una creatura malvagia, aliena o demoniaca? Doris Lessing parla di una maternità sofferta, indesiderata, sfata il mito della gravidanza e maternità sempre piacevole e felice. Tuttavia, questo libro per quanto accattivante e interessante, non ha soddisfatto del tutto le mie aspettative, mi aspettavo un pochino di più, un approfondimento maggiore di Ben e delle sue stranezze, e anche dello stato psicologico dei genitori.
 Tuttavia, offre un ottimo spunto di riflessione, e resta una lettura piacevole e interessante che comunque consiglio a chi voglia un libro che metta in discussione il concetto di maternità sempre idilliaca e gioiosa.

lunedì 26 giugno 2023

La virtù di Checchina di Matilde Serao ( in audiobook)

Letto in audiobook questo prezioso racconto di Matilde Serao, racconta la storia di una donna borghese sposata con un medico spilorcio, ma a differenza di Madame Bovary, è una donna dimessa, forse non disposta a fare il grande salto dell' adulterio. È scritto molto bene, e i personaggi sono ben caratterizzati da fare sorridere, ma ahimè poi il sorriso diventa amaro e laconico per la povera e triste Checchina, che non trova il coraggio di lasciarsi travolgere dalla passione per il duca di Aragona.

venerdì 23 giugno 2023

I tre moschettieri di Alexandre Dumas ( in audiobook)

Lungi da me dal dire che questo romanzo sia brutto, perché a quanto pare ultimamente occorre fare questa precisazione, che nell' esprimere una tua valutazione meramente personale e soggettiva, sulle impressioni e sensazioni positive e negative che un romanzo ti abbia suscitato, possa essere visto come se tu stia necessariamente dicendo che sia universalmente brutto, e se osi toccare un classico importante, ahimè, qualcuno alza i toni e si incazza di brutto. Quindi, chiariamo il concetto, io non metto in discussione la bellezza, la grandezza e l' importanza di un classico come questo e che ad altri possa piacere. Tuttavia, siamo qui sulla mia recensione, quindi non posso che dare la mia modesta opinione da lettrice che vi piaccia o meno, che la convidiate o meno, e capisco anche che possa non essere condivisa, ma gradirei che si restasse sul tema del romanzo, e che si argomentasse eventualmente su quello, delle ragioni per cui eventualmente sia piaciuto, anziché sparare sentenze campate in aria, gratuite e offensive sulla mia persona, così a casaccio, senza neanche conoscermi e sapere cosa leggo, semplicemente perché non mi è piaciuto un grande classico come questo.
Soprattutto, preciso che io adoro Dumas, ma, in questo frangente se non fosse per le sue grandi doti da narratore con novizie di particolari, per la sua cura e il suo stile unico e inimitabile nella scrittura, avrei probabilmente sospeso la lettura. 
Diciamo che i tre moschettieri ha un ritmo avventuroso, leggero e a tratti un po' frivolo, ovviamente non frivolo e leggero come potremo concepire i romanzi di adesso, quello che intendo è che rispetto al Dumas del conte di Montecristo si percepisce meno passionalità, minore psicoanalisi dei propri personaggi. Ovviamente, i tre moschettieri sono dei personaggi iconici, che restano nella memoria, per quanto inventati, sono dei personaggi che hanno un' identità precisa e unica nel panorama letterario e cinematografico. Dumas infatti è un ottimo caratterista e fisionomista sui personaggi che descrive e intende rappresentare, nulla da dire in merito. 
Il problema, o meglio quello che ho percepito è che non c'è quella suspence, quel coinvolgimento passionale e tormentato come nel conte di Montecristo. Ovviamente, è una storia completamente diversa, si respira proprio una maggiore gaiezza giovanile in questo romanzo, più all' acqua di rose, anche se ovviamente c'è un incommiabile ricostruzione di avvenimenti storici, perché è appunto è un romanzo d'appendice ma con una ricostruzione di un periodo storico ben preciso e con molti personaggi storici realmente esistenti alla corte di Versailles nella metà del 1600. È un romanzo carico di brio, di avventure e intrighi, da fare invidia alle telenovelas e alle soap opere in costume. Ovviamente, va considerato che a quei tempi non esistesse la televisione, e Dumas è tra i precursori dell' intrattenimento, perché descrive tutto con una tale accuratezza di particolari, da farti immaginare precisamente cosa stia accadendo con la stessa facilita con cui guardiamo adesso un film in TV. 
Qui, non si mette in discussione la penna di Dumas, e tanto meno la grandezza del romanzo, tutta al più è che la storia dei tre moschettieri molto probabilmente non è il mio genere. 
Ha pochi picchi emotivi, è meno emozionale e coinvolgente rispetto al Conte di Montecristo in cui si respira un' atmosfera più cupa, di sofferenza e trasporto passionale ed emotivo, in cui ero completamente immersa e provata dalla storia straziante del conte di Montecristo e di quella degli altri personaggi. Invece,i tre moschettieri è un romanzo allegro, non ho provato particolari guizzi emotivi, si manteneva sempre lo stesso ritmo per così dire giocoso, ma non giocoso per dire che non è scritto bene, è come una composizione di Mozart, ecco per rendere l' idea, penso tipo a quelle composizioni complesse e geniali di Mozart, che hanno comunque un ritmo allegro ed incalzante.
Però, io nei romanzi voglio lo struggimento, ricerco comunque il tormento emotivo e psicologico, voglio personaggi in difficoltà, che si mettano in discussione a livello esistenziale e che comportino anche delle riflessioni di fondo, e quindi non posso che preferire il conte di Montecristo, in cui ci si avvicina più a "Per Elisa" o al "chiaro di luna" di Beethoven.
Solo verso la fine, i tre moschettieri si incupisce, diventa meno nitido, e inizia ad avere delle sfumature più torbide e cupe, ma si percepisce che Dumas non voglia comunque strafare sul dramma, ma intenda mantenere un atmosfera briosa e vivace, nonostante le tristi sventure.
La parte che ho trovato più interessante del romanzo è stato il personaggio macchiavelico e diabolico di Lady de Winter anche detta Milady. 
Dumas si sofferma molto sulle abilità manipolatorie di questa donna, e le descrive così perfettamente bene, da farla apparire così risoluta e calcolatrice da renderlo un personaggio perfettamente lineare e realistico, tanto da suscitare una certa inquietudine. Poi c'è da considerare che questo libro è una trilogia, perché dopo questo c'è "vent'anni dopo" e il "visconte di Bragellone" e sarebbe interessante, vedere come prosegue se il ritmo del romanzo resti sempre sulla stessa andatura, o non ci sia anche un processo di crescita e formazione per esempio, sul personaggio più giovane , protagonista indiscusso Dartagnan che in questo primo romanzo appare molto giovane e ancora immaturo, forse, ancora troppo ingenuo e anche un po' troppo farfallone per i miei gusti, soprattutto in fatto di donne. Tuttavia, sarò sincera non so se troverò la forza e il coraggio di proseguirne la lettura, perché l' ho trovata un po' piatta a livello di scenari narrativi, avvenimenti fra personaggi, non mi ha particolarmente coinvolto, se non verso la fine, per il personaggio crudele di Milady e per il fatto che non abbia proprio un lieto fine, e anche sugli altri romanzi successivi in realtà non è che finisca fin troppo bene, quindi questo ritmo allegro e frizzante si andrà perdendo o semplicemente finisce male, pur mantenendo questo ritmo allegro? Non voglio spoilerare nulla, ma ho scoperto leggendo su Wikipedia che Dumas non è stato molto clemente con i suoi protagonisti ecco, forse per evitare che gli chiedessero di farci un ulteriore seguito, forse, anche lui ad un certo punto si era stufato e voleva darci un taglio netto, chissà.

martedì 20 giugno 2023

Il matrimonio moderno di Karen Blixen

Questo libro è un flusso di idee, pensieri e rappresenta  una presa di  posizione contro la società dell' epoca, ha dei picchi liberali e di pensiero femminista molto innovativo, se pensiamo che è stato scritto agli inizi del novecento.  Parla già di amore libero, non sancito dai vincoli del matrimonio e mette in discussione i dogmi religiosi, e l' importanza stessa del matrimonio come bene supremo, dopotutto non dovrebbe essere principalmente il sentimento, l' amore ad unire le persone prima di ogni altra cosa?!

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La signora delle camelie di Alexandre Dumas fils

Questo libro volevo leggerlo da tantissimo tempo, e stranamente l'ho trovato meno pesante di quello che credessi, in tre giorni l'h...