Amo leggere e scrivere, e ho deciso di realizzare questo spazio per recensire i libri che ho letto e leggerò.
giovedì 27 maggio 2021
Jude l' oscuro di Thomas Hardy
martedì 27 aprile 2021
Destino di donna di Margit Kaffka
Maria ha 27 anni, è un'insegnante che non si è ancora sposata e questo innesca critiche e disapprovazione dalla società, e per quanto la protagonista cerchi di opporsi a questa visione ristretta, alla fine viene imprigionata mentalmente dal pensiero comune che la spinge a vivere la propria esistenza con riluttanza e malessere, prendendo decisioni errate solo per accontentare gli altri.I
In Margit si respira emancipazione femminile, risulta un romanzo molto avanti rispetto all'epoca in cui è stato scritto, si parla di desideri sessuali effimeri femminili, narrati perfettamente da una donna, senza però giustificarla e santificarla, anzi se vogliamo Maria ci appare quasi odiosa e anti-eroina, almeno così mi è parso e si compatisce quasi la figura del professore intenzionato a sposarla e a perdonare "certe sue finte scappatelle" prima del matrimonio. Eppure, allo stesso tempo, compatiamo e comprendiamo Maria e questa sua insofferenza per i luoghi comuni, questa imposizione del doversi conformare necessariamente a quello che la società impone. Per quanto sia un libro di inizio 900' ahimè, appare ancora attuale, esiste ancora un'idea radicata per cui ad una certa età dovresti sposarti e figliare, fortunatamente non più così forte e potente come a quei tempi. Un libro che consiglio di leggere per chiunque voglia avvicinarsi a tematiche sull'emancipazione femminile, dato che offre una visione accurata sul ruolo della donna agli inizi del 900', raccogliendo i pensieri e le confessioni intime di una donna controcorrente e con delle idee moderne che mette in discussione la società, ma alla fine si ritrova a condannare sé stessa per il suo anticonformismo.
martedì 20 aprile 2021
Alice nel paese delle meraviglie e attraverso lo specchio di Lewis Carroll
venerdì 16 aprile 2021
Tess D'Urbeville di Thomas Hardy
E' il primo libro che leggo di Thomas Hardy e devo dire che è stata una piacevole scoperta. Ho un edizione particolarmente vecchia, e non credevo che la traduzione potesse essere così ben fatta. In Hardy si respira malinconia e nostalgia, in tutta la scrittura rimanda ai luoghi campestri e paesaggistici a lui tanto cari dell'Inghilterra. Tuttavia, le sue descrizioni non sono pompose e non restano confinate a mere descrizioni paesaggistiche, ma legano strettamente il personaggio al suo rapporto con la natura. I differenti paesaggi rappresentano tutte le tragedie di Tess d'Urbenville e le sue relative emozioni. Persino, gli oggetti vengono animati da Hardy connotandogli emozioni e sentimenti. Ogni cosa che circonda i personaggi viene adoperata per indagare sulla loro introspezione. E' una scrittura insolita quella di Hardy, ogni parola e descrizione andrebbe riletta e analizzata adeguatamente, perchè se in apparenza le descrizioni si riferiscono ad ambienti, poi in un secondo momento vediamo che non è così, sta parlando di ben altro, sta scavando nell'anima dei personaggi.
La durezza rocciosa del paesino in cui è cresciuta Tess, riflette la durezza stessa della sua stessa vita. Ho letto recensioni parecchio superficiali su questo libro, che hanno attribuito a Tess la fama di anti-eroina di personaggio senza spina dorsale. Allora, qui c'è un errore di anacronismo, perchè il lettore medio che legge un libro classico a cui non è abituato, fa fatica ad entrare nell'epoca in cui la storia è stata scritta, nell'ambiente e nella situazione in cui Tess D'Urberville vive. Proprio per questo credo che i libri classici siano uno strumento ottimale per sviluppare empatia, ovviamente chi riesce a lasciarsi veramente trascinare e che un minimo l'abbia già nutrita e sperimentata un po' nella propria vita. Bisogna mettersi nei panni del personaggio di Tess D'Urberville, una ragazzina poco acculturata di un paesino piccolo e inglese, in una famiglia che vive in condizioni di povertà che non sapeva veramente nulla del mondo e che cade vittima di una violenza indesiderata. Va anche considerato il periodo in cui è stato scritto e l' epoca entro cui i personaggi si muovono. Mi pare che Hardy renda piuttosto partecipe il lettore, ribadendo le credenze popolari e le superstizioni di Tess di cui è stata nutrita da bambina e le idee maschiliste dietro cui lei è la colpevole stessa della violenza subita. Tess non è un personaggio debole, anzi, per quell'epoca risulta forte e determinata, quante volte si rifiuta di sposare il suo violentatore? E la madre che gli diceva di farlo. Riesce ad andare contro delle convenzioni sbagliate, ma che a quei tempi esistevano e venivano quasi imposte come risoluzione alla perdita di purezza di una donna. L'unica pecca di Tess è stata l'esitazione, il non dire e il tacere fino ad arrivare al matrimonio con Angel, a mio parere una debolezza di cuore, ma per quei tempi e vista la reazione successiva del futuro marito appare anche giustificata. Angel forse è il personaggio più stolto e stupido, insomma, molte tragedie si potevano benissimo evitare se lui fosse andato oltre la credenza di peccato da riversare contro Tess, poi non si era opposto alle credenze religiose, non era lo stesso ad essersi rifiutato a studiare teologia? E invece, appare conservatore e bigotto peggio dei genitori che tanto critica. Lui stesso che aveva ammesso a Tess di essere stato parecchie volte a letto con una donna sconosciuta per puro e semplice piacere, e questa comporta un'azione desiderata e voluta, mentre quella di Tess non la si può neanche considerare un azione, ma un subire una violenza. L'amore di Tess per Angel è forte, puro, innocente e genuino, mentre quello di Angel è un amore verso più una donna idealista, che poi si accorge che non è così casta e perfetta come dovrebbe apparire ai suoi occhi. Aldilà dei ripensamenti e di quanto altro, e di come inizialmente la loro storia d'amore sia stata narrata in modo così travolgente e appassionante, si denota più avanti che l'amore di Angel non era così forte e ben saldo, ma un modo di amare capriccioso e sciocco. Assurdo, da dirsi ma Alec D'Urberville dimostra di amare Tess molto più di Angel, mettendo in atto una contraddizione insolita di bene e male. Sicuramente, Alec nutre una forte ossessione amorosa per Tess molto malata, ma si preoccupa molto di più del benessere di Tess, rispetto ad Angel che se ne frega bellamente, fino a che non inizia ad avere delle cedevolezze di salute. Angel appare chiuso mentalmente e freddo per essere un uomo profondamente innamorato, da come millantava di essere. I sentimenti di Angel sono volubili nel suo sonnambulismo mentale. E la cosa paradossale, che fa quasi ridere e divertire il lettore che la perdona quando finisce questa volta di sua volontà con Alec D'urberville, allora li capisce e intuisce la sua ottusagine e la perdona. Cioè quando non era caduta in errore, non la perdonavi e quando cade in errore si?! Quasi Pirandelliana questa cosa, ricorda vagamente "l'esclusa". Alla fine, la donna diventa "veramente perduta", dato che l'uomo la riconosce erroneamente come tale. Comunque, la parte che ho apprezzato di più è stata la scena del duro lavoro nei campi sotto l'avversità della pioggia è tra le scene che più ho amato del libro, come anche il finale molto suggestivo a Stonehenge. Il modo in cui Hardy descrive Stonehenge, a mio parere è straordinario e la narrazione sulla breve riconciliazione dei due amanti che sembrano fluttuare in una dimensione di realtà e sogno tra le pietre e il sole riflesso su di esse.In fondo, Hardy preannuncia la tragedia al lettore prima che avvenga nel momento stesso in cui Tess si sdraia sull'altare in cui venivano consumati i sacrifici per il dio Sole. I due amanti si scambiano reciproche chiacchiere su quell'argomento e questo lascia intuire già al lettore che il finale non sarà dei più allegri, ma uno dei più struggenti e tragici. In alcuni punti, mi ha ricordato vagamente Tolstoj in" Anna Karenina" questo continuo richiamo alla vita contadina, solo che Tolstoj la idealizza come un modo di vivere felice, di vita semplice alla larga dalla società e dalle convenzioni, mentre invece Hardy ci dà una visione più arida e crudele della vita dei campi. Ci rende partecipe della durezza del lavoro contadino, di quanto sia pesante e difficile, sotto la pioggia lavorare senza sosta. La natura diventa crudele scenario della vita stessa della protagonista, che vorrebbe espiare il suo peccato massacrandosi di lavoro, ma al suo peccato non c'è alcuna risoluzione, poichè non ve ne è stato. Il peccato esiste nella mente ristretta di Angel, Tess e nella società, ma non nella natura estranea all'esistenza del peccato.
domenica 11 aprile 2021
Diario di seduttore di Soren Kierkegaard
giovedì 8 aprile 2021
Jules e Jim di Henri-Pierre Roche
mercoledì 7 aprile 2021
Rosemary's baby di Ira Levin
Sulle prime pagine non mi ha entusiasmato moltissimo, magari, anche per gli impegni lavorativi e la stanchezza, unendosi al fatto che, spesso, il più delle volte, l'inizio di un libro non mi piace quasi mai. Difficilmente un libro mi attrae fin dalle prime pagine.
Comunque, mi aspettavo qualcosa di più, ha vinto o no un premio chiamato "Edgar Allan Poe" questo libro?!Eppure non c'è traccia di quello stile cupo di Edgar Allan Poe.
C'è una sequenza di eventi agghiaccianti che potevano essere resi più cruenti e dargli uno spessore più inquietante, ma Ira Levin non è uno scrittore descrittivo, tutta al più si focalizza sulla psicologia di Rosemary e del marito.
Questo libro se viene letto come horror appare piuttosto deludente e piatto, non c'è dell'intrattenimento con scene sanguinose e di grande terrore.
Se invece, volete dargli una chiave interpretativa differente, appare grottesco e si rabbrividisce per l'introspezione dei personaggi. La domanda vera che, per tutto il libro mi ha colto impreparata è stato quel dubbio fastidioso per la testa: Ma c'è davvero la congrega di satanismo e il marito è un disgustoso patriarca approfittatore, oppure è tutto dentro la mente di Rosemary?
Cos'è più spaventoso del libro? il bambino indemoniato nato da satana o il marito di Rosemary? Il ritratto di quel finto marito amorevole e docile, ma che in realtà detiene il controllo da sempre di Rosemary e per la sua ambizione manipola la moglie a suo piacimento? Poi, il finale lascia un senso di mistero insoluto, per quanto possa apparire vera quella realtà di satanismo il dubbio che sia tutta un'immaginazione di Rosemary resta al lettore, perché la scrittura di Ira Levin offre una verità non del tutto assoluta, ma labile e duplice, quindi nella conclusione del romanzo, si resta sempre con quella sensazione di incertezza. Poi, se ci riflettiamo in profondità, Rosemary voleva diventare madre a tutti i costi come si evince per tutta la lettura del romanzo, e in fondo lei come il marito appare un personaggio spregevole e vile pronta a tutto pur di diventare madre, e si contenta persino di crescere il figlio di "satana" lo accetta come " giusto" compromesso e sacrificio pur di ottenere ciò che più desidera. Il bambino non a caso non è cattivo o maligno, ma, imbronciato, vittima dei desideri e ambizioni scellerate di tutti i personaggi, di cui la stessa Rosemary decide di diventarne parte attiva. O un'altra chiave di lettura, forse più moderna è quella di un paradosso Rosemary voleva veramente diventare madre? O era solo imprigionata nelle convenzioni stesse di dover diventare madre a tutti i costi? Per sentirsi viva e donna? Togliendogli l'elemento fantastico dell'amuleto, potremo pensare che è tutto un processo, che è Rosemary stessa il mostro di sé stessa, intrappolata nelle sue convinzioni sociali dell' essere madre e poi si accorge di colpo che non dovrebbe essere così, ma poi nuovamente ricade nelle sue credenze e si lascia soggiogare da esse.
Oppure, se fosse, dunque, Rosemary la vera cattiva? Sotto le mentite spoglie di un personaggio remissivo e devoto al marito, c'è un personaggio che in realtà porta a termine e realizza i suoi desideri a tutti i costi, mascherando il tutto sotto quella sua finta e apparente sottomissione sessuale.
Post in evidenza
La signora delle camelie di Alexandre Dumas fils
Questo libro volevo leggerlo da tantissimo tempo, e stranamente l'ho trovato meno pesante di quello che credessi, in tre giorni l'h...
-
"Cinquanta modi per dire pioggia" di Asha Lemmie, l' idea di fondo di questo libro è interessante: La storia di una figlia ill...
-
La protagonista della storia è una cantante pop, che si ritrova sequestrata dentro casa sua da un uomo a lei completamente estra...
-
Dimenticate la trasposizione cinematografica, e immergetevi nella storia trasposta dal romanzo più intensa e accurata. Non si tratta di una...

