Amo leggere e scrivere, e ho deciso di realizzare questo spazio per recensire i libri che ho letto e leggerò.
venerdì 16 maggio 2025
In autobus con mia sorella di Rachel Simon
"In autobus con mia sorella" è una storia vera che personalmente, ad essere onesta non mi ha toccato particolarmente, ho trovato questo libro molto retorico e particolarmente noioso. Mi è soltanto piaciuto lo spunto sul concetto di autodeterminazione sulle disabilità, una riflessione che poteva essere approfondita ampiamente, a cui avrei dedicato molto più tempo e più pagine perché è un argomento interessante che poteva essere analizzato sotto molti aspetti spesso e volentieri nella sua difficoltà di attuazione e complessità.
Antologia di Spoon River di Masters
Un classico della poesia americana, io di poesia ne ho percepita ben poca. Credo che si tratti più degli epitaffi più tragici e deprimenti, forse è la maledizione di Spoon River per cui tutti i suoi abitanti fanno sempre una fine sempre tristissima.
Sicuramente, la traduzione italiana non è particolarmente buona di questa edizione in mio possesso, per cui si perde anche un po' l' aspetto stilistico , poi in italiano perde tanto, comunque è stato un buon esercizio per l' inglese, destreggiarmi e provare io a tradurlo prima di leggere la traduzione, dato che vi è riportata anche la versione originale in inglese. Poi faccio veramente fatica con i libri che non hanno di per sé una storia lineare da raccontare, e questo non è proprio sulle mie corde.
mercoledì 23 aprile 2025
Peonia Rossa di Lin Yutang
Peonia Rossa di Lin Yutang, riflette sulla condizione della donna alla fine del secolo in Cina: Che non avrebbe potuto neanche risposarsi a seguito di una vedovanza, ma avrebbe dovuto restare a compiangere il marito defunto per il resto dei suoi giorni vivendo a casa dei suoceri e occupandosi di loro nella vecchiaia.
Ma Peonia è una protagonista che come Madame Bovary sfida le convenzioni, eppure, pur non avendo lo stesso finale tragico, rimane un senso di vuoto e di rammarico perché il finale ha un sapore più amaro che dolce, perché la protagonista riflette su cosa sia effettivamente l' amore, il più delle volte per lei spesso fugace, effimero ed inconsistente, destinato a svanire in pochissimo tempo, quando ogni desiderio e brama sull'oggetto amato venga appagato.
La protagonista si trae in errore nel credere che l' amore vero e più autentico sia quello non consumato e vissuto pienamente, perché non logorato dal tempo, dalla conoscenza profonda e intima degli amanti sia nei loro pregi che nei loro difetti.
Ma questo meccanismo sicuramente ai tempi si innescava molto più facilmente perché non si poteva cercare nell' amore una connessione più profonda, ma era tutto estremizzato ogni infatuazione era vista e percepita come amore, soprattutto per le donne che non erano libere di soddisfare semplicemente i loro desideri sessuali più intimi, e così si lasciavano sprofondare nell' inganno che quello fosse il vero amore, quando semplicemente si trattava decisamente di altro.
Peonia alla fine si rassegna e capisce di non poter mai trovare l'uomo che amerà per il resto della vita , perché qualsiasi uomo finisce per stancarla giungendo ad una conoscenza più intima e profonda , e soprattutto quando ogni desiderio venga soddisfatto, si accorge di perdere del tutto interesse. In realtà si potrebbe dire che Peonia abbia amato tutti i suoi amanti e allo stesso tempo nessuno, ma con ognuno aveva una connessione profonda differente, forse in fondo con il cugino Mengchia c'era un sentimento vero e intenso nutrito da una complicità intellettuale, ma anche con An Tonien non era meno, mentre con gli altri amanti si ricorreva ad una pura intensità sessuale e fisica, ma restava comunque poca cosa da niente. Forse Peonia non ha trovato l' uomo che le potesse piacere in tutti i suoi aspetti, o semplicemente come Madame Bovary era troppo appassionata e confondeva l' infatuazione con l' amore. Fatto sta che alla fine del romanzo, la protagonista finisce per adeguarsi alle convenzioni e alle regole, sposa un uomo pur sapendo di non amarlo, pur sapendo che l' infatuazione si è già assopita nell' atto nuziale.
Tuttavia, a differenza di Madame Bovary lo scenario è differente, forse potremo pensare più che "ad un adeguarsi alle convenzioni" , forse Peonia è maturata sotto un piano emotivo e ha cominciato a capire che l' amore non è come quello dei romanzi , non è mai soltanto pura poesia, ma che debba avere delle basi solide e concrete, e che la magia a lungo andare si spegne sotto l' influsso della conoscenza, della legittimazione matrimoniale e non più nei rapporti con sconosciuti misteriosi ed enigmatici attraverso relazioni illecite, adultere con uomini sposati , poi incestuose con il cugino, e comunque tutte proibite. Si può vedere sotto due aspetti differenti , ma comunque Lin Yutang decide di dare una conclusione più semplice , senza esagerazioni , non sfociando negli eccessivi drammi e tragedie a cui ci hanno abituato Flaubert in Madame Bovary o Tolstoj in Anna Karenina, e questa magnamita e comprensione verso la propria protagonista mi ha sorpreso molto, da parte di uno scrittore cinese mi aspettavo in realtà anche qui una tragedia dopo l'altra, e invece, Lin Yutang decide solo di condannare la sua protagonista a fare i conti con la realtà che non si può vivere solo di amore passionale estetico e poetico , ma che bisogna fare i conti con l'appassire di questo sentimento di vederlo scemare sotto al peso della routine coniugale.
È un finale che si sposta più sul piano del razionale e della concretezza dell'amore, piuttosto che sfociare nel sentimentalismo tragico ed eccessivo , e mi ha sorpreso e piaciuto molto.
Poi in effetti un' altra chiave di lettura potrebbe essere che l' amore per un uomo è fugace , vacuo, ma quello per un figlio, destinato a perdurare per sempre, e se pensiamo a cosa è disposta a fare Peonia per gli affetti, rinunciare alla passione per Mengchia in prospettiva della felicità della sorella Jasmine, possiamo concludere che decida di preferire di legarsi affettivamente all' amore di un figlio piuttosto che a quella di un uomo, poiché spesso dice alla sorella "Il mio vero amore sarà il mio bambino".
All' inizio si pensa che si riferisca alla giovane età del suo amante, ma quelle parole in relazione al finale possono a questo punto significare che abbia rinunciato all' amore passionale , per scegliere e ottenere piuttosto quello materno più incondizionato e persistente.
domenica 16 marzo 2025
E morì ad occhi aperti di Derek Raymond
Appassionata della casa editrice "Meridiano zero"cerco di ritrovare tutti gli autori e i libri di coloro che venivano pubblicati tramite questa casa editrice , dato che molte di queste edizioni di Meridiano zero sono ormai introvabili. Dereck Raymond è stata una bella scoperta con "incubo di strada"un noir dal sapore amaro per la sua crudezza, e che ricorda un po' le atmosfere cupe del celebre film di "Sin city". Tuttavia "E morì ad occhi aperti"non mi ha convinto del tutto, rimango fedele ad "incubo di strada" un noir riflessivo e fuori dagli schemi, mentre "E morì ad occhi aperti"risulta essere monotono e ripetitivo, nulla di entusiasmante, eccessivamente piatto.
mercoledì 18 settembre 2024
La vita interiore ( una giovane donna in rivolta di Alberto Moravia
Questo è il mio primo approccio con Moravia, e devo dire che è stato un completo disastro.
O sono io che non ho capito niente di questo libro, oppure semplicemente non è il libro migliore di Alberto Moravia, o Moravia è uno di quegli autori italiani sopravvalutati. Non posso nemmeno dire che il romanzo sia scritto male, la prosa è coinvolgente, il problema sta tutto nella trama, nella narrazione che fa acqua da tutte le parti.
Una ragazza di quindici anni che sente una voce nella testa che vuole indurla a fare "una rivoluzione", peccato che l' unica vera cosa che accade: sono scene di sesso squallide e grottesche, con Lesbo e pseudo incesto con madre adottiva a seguito e un' altra sequela di scene pornografiche gratuite riguardanti una ragazzina di quindici anni. Non c'è nulla di interiore in questo libro, non esiste alcuna riflessione di fondo, nessuna psicoanalisi delle azioni assurde della protagonista, del resto neanche Freud ci avrebbe veramente capito qualcosa con una paziente del genere.
L' unica cosa che mi ha veramente spinto a voler proseguire con la lettura di questo romanzo era il desiderio di capire dove volesse andare a parare, peccato che la risposta non l' ho trovata, molto probabilmente non significava nulla, forse una critica verso le ragazzine femministe radical chic comuniste pseudoborghesi?! Non è dato sapere, io l' ho trovato orribile e offensivo in quanto donna su molti punti, su come vengano trattate certe tematiche disturbanti come la violenza sessuale e quanto altro, e su quanta superficialità venga esternata dalla protagonista priva di morale e di emozioni, da farne puramente un feticcio voyeuristico sulle fantasie erotiche dello scrittore.
lunedì 9 settembre 2024
I dolori del giovane Werther di Goethe
È un romanzo epistolare scritto da Goethe nel 1774, ed è considerato opera simbolo del movimento dello Sturm und Drang, anticipando molti temi che saranno propri del romanticismo tedesco. Il desiderio di Werther di porre fine alla sua vita perché non corrisposto da Carlotta, in realtà rappresenta una giustificazione fiacca, forse non è morte per amore , ma si tratta semplicemente di amore per la morte.
Per quanto il romanzo nell' epoca sia stato un vero caso editoriale, da trasmettere nei giovani la sindrome di Werther, rivedendosi in lui e provocando suicidi di massa, l' ho trovato in realtà molto scorrevole e molto distante dal riflettere o provocare una sindrome, molto probabilmente attualmente un libro del genere non potrebbe provocare gli stessi effetti del passato, essendo cambiati i tempi.
Credo in realtà, che con un' analisi accurata si potrebbe dire che Werther soffrisse di una forte depressione, che poi l' effetto scatenante fosse l' amore non corrisposto di Carlotta questo era anche tutto da vedere. Ci si appella al valore dell' amore per giustificare un gesto considerato inaccettabile, un peccato religioso che forse avrebbe compiuto comunque.
Nel complesso mi è piaciuto, è stato abbastanza scorrevole e di facile lettura, nonostante il tema "suicidio".
giovedì 29 agosto 2024
Fiore di neve e il ventaglio segreto di Lisa See
Una perfetta analisi critica sulla condizione della donna nella Cina del XIX secolo. Tuttavia, avendo visto il film, ho trovato più piacevole e coinvolgente la storia del film in cui si intreccia anche una storia di amicizia nell' epoca moderna; quindi, mi aspettavo la stessa identica storia con dei salti temporali e che venisse delineata e chiarita meglio in tutti i suoi aspetti invece ho scoperto che era soltanto un'invenzione, un espediente cinematografico, forse per rendere più scorrevole e smorzare i toni pesanti e avvilenti della storia. Non mi è piaciuto fino in fondo, è uno di quei rari casi in cui ho preferito di gran lunga il film.
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