domenica 10 agosto 2025

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Una distopia pregna di significato, non come i romanzi moderni su cui la distopia è avventura, qui la distopia racconta e spiega cos' è l' alienazione, smettere di pensare, cos' è una dittatura, la guerra e cosa rappresentano i libri  in una società in cui si censurano e bruciano, impedendo  alle persone la libertà di pensare, di formarsi una propria idea, si esercita il controllo delle menti di ogni persona e gli si impedisce di ricordare , di serbare memoria di quanto è accaduto nel passato.
Montag è un vigile del fuoco che appicca gli incendi, che brucia i libri, fino a che il potere dell' attrazione per il proibito non lo spingerà ad aprirne uno, un po' per curiosità fino a che non potrà più farne a meno, così da mettere in discussione se stesso e tutto quello in cui ha sempre creduto giusto. 
Un romanzo che vale la pena leggere almeno una volta nella vita, che resta straordinariamente ancora attuale e resiste al tempo. 
Mi ha sorpreso molto e mi ha fatto sorridere su alcune parti, perché mi sembrava che la distopia, non fosse più tanto lontana dalla realtà  e che fosse persino attuale, quando si parlava di informazioni distorte per rassicurare il popolo dicendogli che va tutto bene, anche se è una bugia.

giovedì 17 luglio 2025

La casa del silenzio di John Burnside

Sempre dalla casa editrice "Meridiano zero" un altro libro disturbante, La casa del silenzio di John Burnside. Questo romanzo mi ha rapito in tutti i sensi, perché a differenza delle "madri nere" qui il protagonista è il cattivo, e si viene completamente "rapiti" costretti ad entrare dentro la testa di un psicopatico, ossessionato dal linguaggio, così tanto da voler portare avanti un esperimento, prendendo ispirazione dal mito persiano di Akbar il grande che aveva fatto costruire un palazzo popolato da neonati e servitori muti per scoprire se il linguaggio fosse innato o acquisito. Il palazzo divenne noto come casa del silenzio. Così il protagonista mette in atto un piano diabolico per poter sperimentare lui stesso su dei neonati se è veramente così, decide di replicare quanto aveva fatto Akbar il grande, in casa propria.
L'uso della prima persona in questo romanzo diventa potente e spaventoso. Non so neanche se a preoccuparmi sia tanto la storia, il protagonista o lo scrittore che è riuscito a immedesimarsi così bene, da entrare nella testa di un uomo squilibrato e le sue ossessioni. 
È incredibile come sia stato rappresentato perfettamente bene il protagonista, di cui sappiamo ogni suo pensiero, idea, azione e opinione, insomma veniamo catapultati controvoglia dentro la testa di uno psicopatico, nel seguire "il filo logico dei suoi ragionamenti", per quanto di logico non ci sia veramente niente. 
Diventa anche faticoso per il lettore proseguire la lettura perché la prima persona diventa asfissiante, come se ci troviamo costretti controvoglia a guardare troppo in profondità nell' abisso della mente umana, e forse non vogliamo osservare e sapere cosa passa per la mente di queste persone. La scelta della prima persona è la cosa più azzeccata e potente di questa storia perché ci sconvolge e spiazza completamente, perché non appare sin da subito evidente che il protagonista sia un personaggio negativo, si percepisce che abbia dei problemi e delle proprie fissazioni, ma all' inizio si empatizza pure con il protagonista, e questo crea un forte disagio al lettore  quando la storia prosegue e va avanti, prendendo una piega sconvolgente. 
Libro agghiacciante e sconvolgente. 
Non mi stupirei se lo scrittore avesse preso ispirazione da qualche noto serial killer americano realmente esistito, ne delinea un profilo mentale così chiaro e in un certo senso con "una sua logica".

domenica 13 luglio 2025

Le madri nere di Pascal Francaix

Di sicuro, è un libro fuori dagli schemi come molti dei libri che "Meridiano zero" ha pubblicato nel tempo, motivo per cui resta una casa editrice di nicchia che mi affascina. Le madri nere è una fiaba nera, agghiacciante, cruda e spaventosa, che ahimè non possiede un lieto fine, non almeno seguendo i canoni classici del "vissero tutti felici e contenti". All' inizio non mi ha entusiasmato molto, la scelta dell' autore di raccontare la storia in prima persona tramite il diario di un bambino Maurice, mi sembrava tutto un po' surreale, e poco dettagliato, come se ogni cosa che accadesse venisse banalizzata, ma poi ho cominciato a capire meglio l' espediente narrativo. Quello che l' autore ci narra è la realtà vista tramite gli occhi di Maurice, come un bambino vive e percepisce gli avvenimenti che gli accadono, senza sapere neanche cosa effettivamente stia  provando al riguardo, e in effetti può essere specchio di quello realmente accade quando ogni giorno un bambino  deve fare i conti con le pazzie di sua madre ripetutamente ogni giorno, ad un certa si diventa apatici e indifferenti, o si diventa quasi abituati a tutto quello che accade e lo si assorbe come se niente fosse. Diciamo che è una scrittura molto secca e diretta, eppure allo stesso tempo efficace per la storia spiazzante e claustrofobica che viene raccontata.  Quando ci sei dentro, assolutamente dentro la follia di un' altra persona e non ne puoi uscire perché sei il figlio di quella persona, sei minorenne ancora troppo piccolo, ci vivi insieme e sei costretto a vivere tutte le angherie, soprusi, e tutte le convinzioni di tua madre fino a che non ti influenzano del tutto, fino a farle diventare vere. Ora qui non stiamo parlando di disfunzionalità comportamentale in famiglia , questo libro estremizza ingigantisce le cose, le porta al limite della sopportazione e di quello che noi da lettori potremo credere possibile.
La rabbia violenta e schizofrenica della madre di Maurice ci spiazza, eppure per quanto ci possa sembrare surreale, esiste, può purtroppo presentarsi e accadere persino nella realtà. Anche le riunioni delle madri nere che effettuano messe nere spiritiche per comunicare con gli spiriti dei figli morti, per quanto ci possa sembrare una stupidaggine, purtroppo esistono veramente persone che credono a queste cose e le praticano. È un libro che vale la pena leggere , il finale mi ha lasciato senza fiato e parole. Vale la pena sentirsi scossi, e provare estraniamento per quello che si sta leggendo, perché secondo me è un libro che ripaga le aspettative. Ovviamente, però devono piacere questo genere di libri, quelli inaspettati che ti inquietano e scuotono mentalmente a livello psicologico, se non piacciono o si è troppo sensibili e facilmente impressionabili meglio non leggerlo. Ci sono anche molte scene splatter e da voltastomaco, quindi sì non è un libro per tutti, ma è per chi piacciono i libri originali, insoliti e grotteschi.

giovedì 10 luglio 2025

La casa della Luce di Yoko Ogawa

Credo di avere un rapporto complicato con Yoko Ogawa, avevo letto un altro libro suo che non mi era piaciuto affatto "Profumo di ghiaccio", che all' inizio mi aveva coinvolto, poi però andando avanti avevo perso il filo e il senso della storia. In questa raccolta di tre racconti vengono condensate tutte le stranezze e l' incomprensibilità dell' autrice. Sicuramente, è una penna giapponese del tutto particolare, è solo che in molti racconti è come se il finale rimanesse aperto come sospeso, lasciando aperte tante chiavi di interpretazione, ovviamente so che sicuramente sia una cosa voluta e ricercata dall' autrice, ma personalmente mi provoca malessere e mi innervosisce, io devo sapere e capire, ma forse è proprio questo che Yoko Ogawa intende comunicarci non sempre nella vita riusciamo a sapere e a capire tutto quello che ci accade. Ogni racconto é focalizzato sul corpo di un' altra persona sui cambiamenti che subisce per gravidanza, per incidenti e crescita. Il corpo umano di un altro essere umano visto da qualcuno altro, con amore, compassione, paura e inquietudine, o con pulsioni sessuali. Sicuramente i racconti più belli sono "La gravidanza" in cui una sorella vede il corpo della sorella cambiare, e consequenzialmente anche i suoi comportamenti, e i suoi continui malesseri tra cui le nausee. Una gravidanza che non viene vissuta in modo gioioso da nessun personaggio, neanche dalla stretta interessata, ma viene percepita in modo inquieto e spaventoso, come se quel feto avesse preso possesso del proprio corpo. Un horror psicologico, e il finale lascia abbastanza scossi, da non voler accettare che sia il vero finale, si spera quasi che si tratti di un sogno o meglio di un incubo della sorella, dopotutto appare così onirico e fatale da sembrarlo. Mentre sul dormitorio non mi va molto di soffermarmi, è un racconto pieno di tanti interrogativi, fino alla fine non ho ben capito il senso e il significato della storia, però, sicuramente la prosa e il modo in cui Yoko Ogawa descrive le emozioni e il modo in cui viene visto il corpo di una persona senza braccia e gambe è molto forte e rende bene l' idea di cosa si prova, di come si percepisce la disabilità. La casa della Luce invece è un racconto più interessante e psicologico, ma anche questo si chiude con un finale spiazzante e aperto. 

martedì 1 luglio 2025

Eugenie Grandet di Honoré De Balzac

Il vero protagonista di questo romanzo sono i soldi, in realtà tutto gira attorno agli affari. Come Mastro Don Gesualdo, il contadino Grandet è accecato dalla ricchezza, ed è l' unica cosa che più gli importa. In questo romanzo l' avarizia vince e prevale sulla virtù della piccola Eugenie, che crescendo impara a stare al mondo, come ha fatto il padre, più che ereditiera di ricchezza, diviene l' erede di calcolo e avarizia. Il matrimonio è più una questione di affari, che di sentimenti. Tuttavia, per quanto il romanzo abbia un finale controverso, Honoré De Balzac mantiene sempre un tono ironico e sarcastico da commediante, non sfocia mai nel drammatico, mantiene sempre una leggerezza nel raccontare qualsiasi dramma, come se in fondo nulla vada poi preso troppo sul serio, la vita è una commedia con epiloghi drammatici , ma che vogliamo farci questa è la vita.

lunedì 16 giugno 2025

National Geographic: Giappone

Una magnifica sintesi del Giappone, culturale, artistico, paesaggistico e monumentale. Non si presenta come una vera e propria guida, ma offre tante informazioni imprescindibili sui monumenti principali , gli usi e costumi, sugli animali e la vegetazione caratteristica del Giappone e e laddove le parole non servono si lascia spazio alla potente forza delle immagini. Riesce inoltre a spiegare con maggiore chiarezza anche i svariati periodi Giapponesi , dal passaggio al periodo Sengoku in cui il Giappone era ancora diviso tra i clan dei signori feudali, i cui vassalli erano i samurai  che combattevano per loro  e giuravano al loro signore estrema fedeltà fino al sacrificio della propria vita, secondo i principi del Bushido, regole di grande forza morale e contraddistinti da principi filosofici buddhisti e zen. I samurai erano  esperti della cerimonia del tè e di calligrafia , oltre ad essere una grande casta guerriera. Poi si passò al periodo Edo, in cui il Giappone viene unificato , sotto la dittatura della dinastia imperiale Tokugawa, di cui la capitale divenne Edo, che sarebbe l' attuale Tokyo. Chiarisce il Giappone sotto molti aspetti , offrendo una visione scorrevole e chiarificatrice senza riempire il lettore  di troppe informazioni dispersive, è  un  testo coinciso ed efficace che offre una panoramica complessiva e potente del Giappone con immagini anche particolarmente suggestive.

mercoledì 11 giugno 2025

Il lavoro non ti ama di Sarah Jaffe

Questo libro ci apre gli occhi sul legame tossico del lavoratore dipendente verso il proprio lavoro. Sarah Jaffe riporta testimonianze reali lavorative in diversi settori e ci fa capire le dinamiche contorte e malate dello sfruttamento lavorativo, e di quante volte la dedizione al proprio lavoro sia una vera fregatura e di quante ingiustizie in ambito lavorative vengono tutte le volte subite dai dipendenti, tra tagli del personale e licenziamenti ingiusti. Tuttavia, l' ho trovato su alcuni punti eccessivamente pesante, molto documentaristico e storico , mentre me lo aspettavo più psicologico. Inoltre, è molto focalizzato sul lavoro nella società inglese e americana, anche se molte situazioni e dinamiche non sono neanche troppo distanti dall' Italia. Inoltre un bel capitolo particolare è stato dedicato ai programmatori di videogiochi e non , capitolo che riproduce in buona parte fedelmente le problematiche lavorative dei programmatori di videogiochi, ricevuto feedback positivi da mio marito che lavora nel settore. Nel complesso mi è piaciuto, tuttavia mi aspettavo qualcosa di meno pedante, e più riflessivo e psicologico. Altra pecca manca il capitolo sulle assistenti dentali e odontoiatriche, lì ci sarebbe tanto da dire sul nostro lavoro.


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