sabato 21 ottobre 2023

Tsugumi di Banana Yoshimoto

Banana Yoshimoto ha scritto tantissimi libri, e quindi risulta difficile fare una valutazione complessiva della sua prosa. Devo dire che tra i libri che ho letto di Banana Yoshimoto "dall' ultima  amante di Hachiko","Honeymoon", "la piccola ombra" una serie di racconti sui rapporti sentimentali e "Amrita" la storia di un lutto familiare, di una sorella che perde la propria sorella per un suicidio, romanzo che peraltro non sono mai riuscita a terminare ritenendolo troppo pesante, depressivo e soporifero, be'ecco, questo "Tsugumi" mi ha fatto ricredere su di lei, mi è piaciuto come romanzo breve, non è eccezionale, però ha qualcosa di nostalgico e magnetico, molto probabilmente è la caratterizzazione del personaggio di Tsugumi, una ragazza cagionevole  di salute che però non è velata da eccessiva compassione e pietismo, anzi tutt' altro. Quell' ingenuità, atmosfera nostalgica adolescenziale ed estiva che si respira in questo libro mi ha scaldato in qualche modo il cuore, non brillerà  di certo per originalità, ma nel complesso mi è  piaciuto, mi ha trasmesso quella piacevole calma e distensione che spesso ricerco nella prosa giapponese.

Le bianche dune della Cornovaglia di Rosamunda Pilcher

Non che avanzassi grandi pretese da questo romanzo, l' ho letto solo per divertimento e curiosità, e mi ha regalato  grandi risate per il contenuto trash come lettura spensierata da leggere in coppia. 
E come qualità di romanzetto rosa, so per certo che, è riuscito a superare di gran lunga  le mie aspettative... sì, ma, negative;
insomma, è peggio di quanto credessi. 
Paradossalmente, nei film ispirati ai suoi romanzi, il risultato forse è meno deludente,non essendoci la narratrice in prima persona, questa protagonista fuori campo che ti dà delucidazioni irrilevanti sui suoi pensieri superficiali, frivoli e snob e così l' impatto complessivo è tutto sommato accettabile; puoi dire non è il mio genere di film, ma ok, ci sta rivolto ad un' altra tipologia di target.
Mentre in questo caso, almeno in questo romanzo è tutto spaventosamente cliché, stereotipi e i personaggi sono anche orribili, ci sono dialoghi che sono veramente il vuoto siderale o che possono anche rivelarsi offensivi alla comune decenza e intelligenza. 
Capisco anche che Rosamunde Pilcher scrivesse nell' 82 che erano altri tempi e che si rivolgesse ad un pubblico femminile non sicuramente letterario, ma più da fotoromanzi, però veramente su tanti discorsi e ragionamenti dei personaggi rappresenta un vero insulto all' intelligenza, alla sensibilità e capacità critica. 
Anche il romanticismo in questo libro è una costruzione forzata, e decisamente  poco coinvolgente, veramente piatta, che non possiede  neanche  delle basi concrete, è alimentata dal nulla di fondo, forse dalla vuotezza stessa dei personaggi, che forse è l' unica cosa che li tiene legati fra loro. 
Ci sono state delle parti veramente assurde, quasi imbarazzanti per il livello di infantilismo, come il giudicare qualcuno dal proprio nome, perché Nigel è un nome da smidollato, o moltissime altre affermazioni dei personaggi spiazzanti che non si sa se ridere o piangere, o scaraventare direttamente il libro fuori dalla finestra. 
Poi le descrizioni nota dolente, perché le descrizioni possono essere la parte più bella a mio parere di un romanzo che possono salvarlo o annientarlo, persino più della trama. Ci sono stati libri che magari la trama non mi ha neanche particolarmente coinvolto, ma di cui ricordo delle descrizioni piacevolissime che mi hanno portato in posti sconosciuti, trascinandomi direttamente lì, mentre qui, io la Cornovaglia non l' ho proprio vista.
Ecco, nel film almeno con le immagini la Cornovaglia la respiri, la vedi, ma nel romanzo con queste descrizioni vaghe e sconclusionate , più un elenco di cose, come scogli, gabbiani, estuario, spiaggia, mare, pozze d'acqua non è che mi sia potuta fare un quadro chiaro del luogo, e comunque per tutto il romanzo ogni descrizione è solo buttata lì a casaccio, allo scopo di riempire pagine, ma senza veramente trasmetterti un qualcosa, senza un vero scopo. Davvero insignificante e senza spessore, no, decisamente non fa per me, ritengo ci siano romanzi rosa più gradevoli da leggere e scritti decisamente meglio.

venerdì 20 ottobre 2023

I falò dell' autunno di Irene Nemirovsky

È un romanzo postumo di Irene Nemirovsky, che parla degli effetti devastanti della grande guerra, non soltanto in termini di sangue, morte e sofferenza, ma anche come crisi dei valori. Nemirovsky parla di una Parigi distrutta e corrosa dalla guerra, in cui i giovani si aggirano alla ricerca spasmodica del piacere immediato e facile, ormai senza speranza per il futuro. Bernard rappresenta la crisi interiore, la difficoltà di riadattarsi alla vita quotidiana dopo la guerra,  e allo stesso tempo c'è Terese una donna che ha vissuto i dolori della guerra perdendo l' amore coniugale e figliare. Irene Nemirovsky riesce perfettamente a rappresentare in chiave introspettiva cosa la guerra abbia comportato per un uomo, ma allo stesso tempo cosa abbia provocato invece nell' animo di una donna anche se non vissuta in prima linea.

domenica 15 ottobre 2023

Storie di fantasmi dal Giappone di Lafcadio Hearn e Benjamin Lacombe.

Questo libro illustrato da Benjamin Lacombe è un piccolo gioiello, le illustrazioni di Lacombe sono indiscutibilmente magnifiche quasi opere d' arte. Tuttavia, c'è un problema di fondo nella scrittura delle storie raccolte nel libro,  capisco perfettamente il fatto di aver voluto adoperare un sistema di traduzione particolare per il quale tenere la lingua originale giapponese vicina a quella italiana, ma sono due lingue completamente diverse e per quanto si cerchi di dare una traduzione fedele e intatta, spesso si incorre nell' errore di distruggere la lingua italiana e di rendere il testo completamente incomprensibile. 
Ci sono tante parti che sono state scritte veramente male, la traduzione è oserei dire molto spesso inadeguata ed errata, e dispiace perché diventa veramente difficile da leggere e da apprezzare. Inoltre, ci sono moltissime parti in cui si riportano dei termini o parole giapponesi che si potevano inserire con un asterisco perfettamente sotto la spiegazione o semplificarla con una parola poi in italiano a piè di pagina, per rendere la lettura più immediata, e non doverla interrompere tutte le volte cercando nelle pagine in fondo sulle note. Le storie del folklore giapponese sono comunque particolari e carine, alcune sono più coinvolgenti altre un po' meno,  ecco, forse avrei selezionato anche delle storie più incisive, o comunque andavano forse spiegate e approfondite meglio.

giovedì 12 ottobre 2023

La conquista di Londra di P.G Woodhouse

Speravo in una lettura esilarante che mi potesse strappare quanto meno un sorriso, ma niente, profonda delusione. Un romanzo fiacco, scialbo, e i personaggi piatti e privi di spessore, neanche sull'aspetto romantico non è stato neanche un momento travolgente, era tutto fin troppo prevedibile e non c'era chissà quale gran gioco di equivoci. Una lettura spensierata insoddisfacente, eppure è un peccato perché lo scrittore aveva un suo modo singolare di descrivere e narrare che poteva anche potenzialmente coinvolgere, però non c'era assolutamente suspence, da apparire quasi privo di contenuti e di trama.

venerdì 6 ottobre 2023

Come si fa a piacersi (Kimochi) di Yukiko Motoya

Yukiko Motoya in questo romanzo ripercorre vari passaggi e fasi della vita di questa donna Linde, apparentemente viene raccontata la vita quotidiana, ma in profondità si racconta di come spesso la propria insicurezza e la scarsa autostima compromettano la propria esistenza e i rapporti sentimentali. Tutto quello che viene taciuto per non fare rimanere male l' altro, per paura delle conseguenze si ripercuote inesorabilmente nel rapporto, fino a che non si giunge a una frattura definitiva.  Mi è piaciuta molto la parte dettagliata in cui viene spiegata la lite fra i due fidanzati, e poi successivamente coniugi che nella loro incomunicabilità ripetono alla fine entrambi gli stessi errori fino a giungere alla rottura. Credo che quella parte sia stata resa molto realistica nelle sue dinamiche,  da immedesimarsi perfettamente in Linde nei suoi desideri  taciuti e incompresi dal fidanzato. 
Tuttavia, il seguito mi è parso un po' piatto, noioso, evasivo e inconcludente, non mi è sembrato che raccontasse nulla di introspettivo ed eccezionale, o magari sono io che non ho colto il vero significato del finale.

domenica 1 ottobre 2023

Manola di Margaret Mazzantini

Due gemelle, l' una l' opposto dell' altra parlano di sé stesse e del loro rapporto conflittuale di sorelle rivolgendosi a questa misteriosa fattucchiera di nome Manola. Dalla storia emergono tante bizzarrie, anche un po' tanto discutibili. 
È un libro che coglie di sorpresa, che può lasciare basiti i lettori più fedeli di questa scrittrice perché non è un libro che ci si aspetterebbe da lei. Bisogna anche considerare che fosse il suo secondo romanzo, e quindi  un po' acerbo,  da diventare piuttosto stravagante . Inverosimile, surreale e strampalato da fare storcere anche un po' il naso, però comunque coraggioso ed originale.
È come se la Mazzantini nella scrittura non si fosse anteposta alcun limite sulla rappresentazione della realtà, conscio e subconscio, ed è venuta fuori una scrittura un po' sperimentale sulla psicoanalisi, sfatandola e mettendola persino in discussione. Si deduce anche una gran bella presa in giro alle tesi freudiane e di tutto ciò che ne consegue. Riconosco la bravura di questa scrittrice nel buttar giù pagine di un romanzo psicoanalitico sardonico,  che lascia l' amaro in bocca, producendo l' effetto di  disgustare il lettore per lo squallore dei rapporti familiari e di coppia, di cui le protagoniste sono impregnate. Poi mi è piaciuto molto il ribaltamento dei ruoli delle due gemelle, che in fin dei conti, finiscono per rimescolare e rovesciare  le loro personalità, e assumere l' una l' essenza e la natura dell' una e dell' altra. 
In  più di un'occasione è come se ci fosse uno scambio di identità fra l' una e l'altra. Continuo a pensare che " Non ti muovere" per quanto la trama fosse più lineare e scontata , e avesse meno introspezione, be' ecco sia più sensato e piacevole da leggere, rispetto a questo, però non ritengo neanche che sia stata una lettura spiacevole nel complesso, anzi ci sono state delle parti riflessive e introspettive che mi hanno particolarmente colpito, e mi sono parecchio piaciute, ma il resto insomma, un po' meno, forse un po' meno stranezze e lo avrei apprezzato di più.

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