mercoledì 22 aprile 2026

Il diario di Jane Somers di Doris Lessing

Mi aspettavo qualcosa di più, tuttavia è una storia che si lascia leggere, anche se il tema della morte e la vecchiaia risulta essere molto pesante, Doris Lessing riesce comunque a catturare il lettore. Janes, da tutti chiamata Janna gestisce una rivista di moda , e ha vissuto in prima persona il lutto del marito e successivamente quello della madre , ma senza permettere a sé stessa di viverlo profondamente, una persona che scappa dal dolore e dalle responsabilità, che ad un certo punto della vita decide che è giunto il momento di lasciarsi andare, di vivere pienamente e intensamente l' angoscia della perdita di qualcuno , e così allaccia un rapporto speciale di amicizia e badante verso la signora Fellows Maudie che ha più di novant'anni; questo rapporto cambierà completamente il suo modo di vivere e pensare alla vita e alla morte.

sabato 18 aprile 2026

Via col vento di Margaret Mitchell

Dimenticate la trasposizione cinematografica, e immergetevi nella storia trasposta dal romanzo  più intensa e accurata. Non si tratta di una storia  d'amore tormentata, quella fa da contorno , non è questo però il tema principale, ma è bensì la guerra di secessione fra sudisti e nordisti, fra chi voleva restare nella confederazione e chi voleva l' unificazione degli Stati Uniti, e la liberazione dei neri dalla schiavitù. L' intera narrazione è dal punto di vista degli antagonisti della storia, degli antieroi sudisti che sfruttavano i neri per la coltivazioni di cotone, e che si ritrovano a causa della guerra a perdere tutto, le speranza e la propria ricchezza. È un romanzo interessante rivisitato e tradotto senza censure da Neri Pozza, ci illustra  il razzismo, la nascita del Ku Klux Klan, e cosa pensavano i sudisti , quelli considerati antagonisti della storia , quelli che facevano resistenza al cambiamento, ma allo stesso tempo  ci mostra un altro aspetto negativo la strumentalizzazione dei nordisti verso la condizione di schiavitù dei neri , soltanto per fare i propri interessi, non per reale interesse verso la loro condizione.  Scarlett O'Hara rappresenta la determinazione e la capacità di resistere al cambiamento, pur trasformandosi, e non sempre in meglio, tuttavia rappresenta anche un personaggio femminista  capace di grande autodeterminazione, che si ricostruisce da sola dinnanzi alle difficoltà della guerra, della povertà e la fame  riesce  laddove persino molti altri uomini del sud  hanno fallito . 
Non è sicuramente un personaggio positivo come molti altri del romanzo in realtà, tuttavia non si può fare a meno di capirla , di empatizzare con lei , poi forse adesso cambiati ed evoluti i tempi, una Scarlett O'Hara  può essere maggiormente amata e compatita, come se fosse un personaggio forse troppo avanti per i tempi in cui vivesse in cui le donne dovevano e potevano essere solo in un certo modo docili, remissive e prive totalmente di iniziativa.  Tante situazioni e dinamiche raccontate dal romanzo la rendono decisamente un personaggio più umano , a tutto tondo, più completo rispetto a quello della trasposizione cinematografica, come anche altri personaggi che appaiono forse troppo banali nelle loro caricature di buono e cattivo. Questo romanzo probabilmente ci insegna che non esistono poi veramente buoni e cattivi , non del tutto,  ci sono sempre tante sfumature nel carattere , per quanto sicuramente Reth e Scarlett vengano sempre reputati malamente dalla società, anche se  in fondo del buono in loro c'è e viene cavato fuori da personaggi come Melanie e Ashley. Per quanto il finale giunga a delle conclusioni drammatiche , senza un buon epilogo, appare ineluttabile, a differenza di quello che si vede dalla trasposizione cinematografica, si intuisce che due personalità così simili e tossiche non passano in alcun modo alla fine stare insieme , perché nella relazione fra Reth e Scarlett ci sono tutti gli elementi di un amore passionale , ma estremamente disturbante e tossico , e la conclusione della loro separazione appare giusta e sensata, quasi dovuta, estremamente necessaria, o quanto meno per la sanità di entrambi dopo tutto quello che hanno passato e del male che entrambi si sono riusciti fare fisicamente e psicologicamente. Infatti non credo che leggerò il seguito scritto forzatamente da un' altra scrittrice che li voleva probabilmente forzatamente ricongiungere.

giovedì 19 febbraio 2026

Lo specchio Cieco di Michele Prisco

 Questo romanzo ci pone una riflessione interessante quanto pensiamo di sapere degli altri e quanto di noi stessi . Presupponiamo di conoscere, di esserci fatti un'idea precisa sulle altre persone e su noi stessi, ma in realtà tutto quello che crediamo appare falsato dai nostri preconcetti, e da una mancanza di fatti oggettivi e conoscenza profonda, perché ci metteremo sempre del nostro, una nostra verità personale, intrisa di soggettività nel modo di vedere noi stessi e gli altri. Il messaggio del romanzo è bello, ma la storia in sé non l' ho trovata così particolarmente avvincente, e credo che il concetto potesse essere espresso in modo migliore e più esaustivo.


mercoledì 28 gennaio 2026

Acido solforico di Amelie Nothomb

L' idea e il messaggio del libro di per sé sono interessanti, il problema è la prosa di questo libro strascicata ridotta ai massimi termini, e si fa fatica a seguire una narrazione ridotta così all' osso, allo stretto indispensabile. La trama è bizzarra, ma questa è una caratteristica tipica dell' autrice, raccontare storie sempre inusuali. Amelie Nothomb inscena una distopia, su un reality show dentro cui determinate persone vengono deportate senza un preciso motivo, e durante lo svolgimento delle puntate vivono in un campo di concentramento, perseguitate dai Kapò. Durante lo svolgimento del programma verranno eseguite delle eliminazioni, in cui si deciderà chi condannare a morte,mediante votazioni degli spettatori. Una chiara denuncia alla persecuzione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale dai nazisti, e una critica sociale verso la spettacolarizzazione del dolore e della sofferenza umana in televisione. Tuttavia, per quanto le premesse del libro siano ottime, non mi ha coinvolto particolarmente, l' ho trovato troppo piatto, mi sarei aspettata qualcosa di più , una riflessione più marcata di tanti temi che sono stati buttati dentro questo libro, ma che alla fine non hanno trovato abbastanza forma e spazio. Un romanzo che ha del potenziale, ma che per la sua brevità e la sua schematicità rinuncia ad approfondire tante tematiche profonde, che avrebbero permesso al libro un grande salto di qualità.

giovedì 22 gennaio 2026

il male oscuro di Giuseppe Berto

"il male oscuro" di Giuseppe Berto esplora gli abissi della depressione di un uomo che sfocia in fobie, ansie, disturbi fisici e intestinali. Un libro che amplifica i temi già presi in esame da Italo Svevo nella coscienza di Zeno, ma partendo da spunti autobiografici. Un vero pugno nello stomaco, e altre volte strappa anche qualche risata, tuttavia sul finale e verso la metà del libro l' ho trovato molto piatto, come se le idee fossero state esaurite e il finale resta sconclusionato, come se l'unica vera cura fosse quella di vivere come eremita, escludendosi dalla società. Posso anche comprendere un finale catastrofico di questo genere, anche Italo Svevo lo aveva tirato fuori nella coscienza di Zeno con la conclusione che non era lui malato, ma la società; tuttavia in Svevo si colgono tanti spunti di riflessione, in questo romanzo il finale sembra buttato così a casaccio, senza un' analisi psicologica esaustiva come quella della coscienza di Zeno. Sul finale resta solo l' amaro in bocca, e pochissimi spunti di riflessione, mi è rimasta una sensazione sgradevole di vuoto cosmico.

venerdì 16 gennaio 2026

il padiglione d' oro di Yukio Mishima

Il padiglione d' oro di Yukio Mishima narra la storia di un monaco apprendista che appiccò un incendio al tempio del padiglione d' oro. Mishima ripercorre questo reale fatto di cronaca, in chiave romanzata, cercando in qualche modo di spiegare le ragioni del piromane che appaiono comunque incomprensibili. Mishima designa una vera ossessione del protagonista balbuziente verso il padiglione d' oro, una bellezza di cui materialmente non avrebbe potuto appropriarsene e come nella metafora del bel gatto ambito e desiderato da tutti i monaci, non potendo nessuno possederlo, uno di loro decise di ucciderlo. Potente la poetica filosofica di Mishima, che in questo romanzo lascia il segno.

domenica 9 novembre 2025

Incondizionatamente mio di A.J Foster

Incondizionatamente mio di A.J Foster, romance young adult. Questa storia poteva essere benissimo una storia carina di due ragazzi adolescenti innamorati che per anni , per diverse ragioni, non sono mai riusciti a confessare i loro sentimenti, e avrebbe funzionato, sarebbe stata una storia  delicata e dolce. Mi piaceva anche la caratterizzazione della protagonista Angelica araba che decide di non abbracciare la religione musulmana, che si scontra con i suoi genitori per questa sua decisione, peccato che di tutto questo non si faccia un' analisi approfondita. Il problema di fondo di questo libro giunge a metà storia, come se l' autrice dovesse forzatamente fare accadere delle cose, anche assurde e inverosimili, pur di tirare avanti almeno un bel paio di pagine. Di solito nelle mie recensioni non mi piace molto spoilerare,  ma per questo tipo di romance è tutto giocato sulla trama, di prosa letteraria non se ne parla neanche, è scritto in modo molto schematico, retorico e melenso , e non ho neanche la pretesa di una scrittura complessa e sofisticata, certo magari un po' meno frasi fatte e parole da baci perugina avrei preferito.Quindi materialmente mi trovo costretta a parlare di quello che accade nel libro, perché è tutto giocato sugli eventi, non c'è neanche una descrizione dei luoghi, infatti spesso per questa ragione appare molto caotico. Rimpiango quasi il caro e vecchio Twilight della Meyer lei almeno si impegnava a descriverci Phoenix ,e tanto altro. Ma  quello che davvero mi ha fatto storcere il naso è stata la rotta che la storia ha preso. Facciamo un piccolo riepilogo: Angelica ragazza musulmana accolta nella famiglia Harrison perché amica di Jason, uno dei fratelli, che sono credo 7, tra cui c'è Asher il più piccolo con cui la protagonista avrà la sua storia d'amore, e un rapporto speciale con la madre dei ragazzi Shailene che la appoggia nella sua ribellione contro la religione musulmana. Shailene viene a mancare, inizialmente si dice per "cancro" , ma alla fine verrà fuori che è stata assassinata da una famiglia rivale i Williams, viene tirata in ballo  anche la mafia, ei fratelli sono diventati dei cacciatori di taglie per vendetta?! Cooosaa?! 🤣

martedì 14 ottobre 2025

Fa troppo freddo per morire di Christian Frascella

"Più ingannevole che mai mi fu questa copertina". bellissima eh, anche se non centra niente con la trama. L' unico anello di congiunzione è che il protagonista Contrera investigatore privato spiantato, esercita la sua attività in una lavanderia a gettoni presa a prestito da dei musulmani. 
Piaciuta  la critica sociale velata e sottile contro l' intolleranza verso gli immigrati nel nostro paese, e il pretesto tramite un noir di dar voce ad un Mohamed laureato, che in Italia si ritrova fare lavoretti del cavolo per guadagnare una miseria. 
L' inizio è abbastanza  coinvolgente, e  più o meno realistico, mi piaceva anche il tentativo vago di riportare un po' le strade di Torino , il tagliente sarcasmo in Contrera, e che fosse anche un po' sfigato, corrotto e antieroe, peccato che non viene spiegato perché  Contrera decide di spacciare droga e  mandare a rotoli la sua carriera diligente da sbirro. È un libro da uso e consumo, uno di quelli con serializzazione, che sinceramente detesto.
Inoltre,  presenta delle criticità surreali, per esempio: Il protagonista non ha un nome perché non se lo ricorda più, perché il padre lo aveva chiamato con il nome di un super campione della Juventus che poi si è scoperto coinvolto nello scandalo partite truccate, e così ha smesso di chiamare il figlio per nome , ma solo per cognome.Ok, mettiamo che il padre abbia voluto negare il diritto al nome a suo figlio,cosa molto  grave, ma tralasciamo che poteva andare all' anagrafe a fargli cambiare nome se era così devastante e inaccettabile per suo padre.
Ma questo una carta d'identità non ce l' ha? Non la possiede. È la cosa peggiore è che il protagonista non mette mai in discussione questa ingiustizia subita dal padre anzi la perpetra privandosi di un nome, facendosi chiamare solo per cognome, ma tutto bene?  Qua mi sa che le Corone hanno dato alla testa a Contrera. Poi vabbè un noir che vuole sfociare in una di quelle  vendette ordite solo dalla temperanza e ostinazione di un coreano "Old boy" mi è parso più un brutto copia e incolla. Poi un uomo di quarant'anni che non si sa allacciare le scarpe e glie le allaccia un lettore dodicenne di John Steinback?! Non aggiungo altro che è meglio.

domenica 5 ottobre 2025

Tredici di Jay Asher

Ho aspettato un bel po' per leggerlo, perché avevo l' esigenza di dimenticarmi la serie TV di Netflix, non volevo che il ricordo della serie fuorviasse la mia lettura con immagini e ricordi legati alla serie TV, temendo anche che il libro potesse rivelarsi deludente e ripetitivo. In realtà il libro restituisce molto di più alla caratterizzazione dei personaggi principali si dà più spazio ai protagonisti della storia, a Clay in qualche modo vittima collaterale della vicenda e  ad Hannah Baker. Il libro l' ho trovato molto più coinvolgente, perché dà più spazio ai pensieri dei protagonisti e fa capire di più le motivazioni di Hannah e allo stesso tempo appare la voce narrante di Clay che mette in discussione  la scelta  di Hannah e fa capire che c'erano altre soluzioni, più costruttive e meno distruttive come quella che Hannah decide di prendere. Be' non credo che sia un vero spoiler, perché si capisce sin dall' inizio che Hannah Baker è un' adolescente che si è suicidata, viene anche spiegato nel retro copertina , e la storia credo che sia stata già stata spulciata da molti tramite la serie Netflix , ma posso dire che il libro offre dei personaggi un ritratto più autentico e più efficace, e anche un messaggio migliore , anche di messa in discussione sul suicidio da parte di Clay e di speranza per il futuro. Nella serie è apparso tutto molto sensazionalistico, e non mi è piaciuto il fatto che si sia dato così tanto spazio ai bulli, agli antagonisti della storia. Poi, Netflix ne ha voluto ricavare una seconda serie, che non ha nulla a che vedere con la storia del libro, perdendo di vista anche il senso della storia. Inoltre nel romanzo esiste un finale alternativo, la versione originale della prima stesura dello scrittore in cui Hannah Baker non riesce a suicidarsi, ed è ancora in vita e Clay la va a trovare. Io credo che questo sia un young adult molto bello, sia per gli adolescenti che per gli adulti per avvicinarsi al mondo degli adolescenti e alle loro difficoltà. Credo che sia un ottimo libro per parlare di tematiche delicate e forti, tra adulti e adolescenti e rappresenti un' ottima lettura di sensibilizzazione a certe tematiche così difficili.

venerdì 3 ottobre 2025

Cinquanta modi per dire pioggia di Asha Lemmie

"Cinquanta modi per dire pioggia" di Asha Lemmie, l' idea di fondo di questo libro è interessante: La storia di una figlia illegittima per metà giapponese e per l' altra metà di colore, si affrontano temi forti come il razzismo, la mancata accettazione del colore della pelle scura come motivo di vergogna nella famiglia Kamiza; tuttavia questo libro per quanto cerchi di raccontare delle tematiche delicate e forti tirandole in ballo, non riesce ad esaudire le premesse. Purtroppo, non basta scrivere  di determinati eventi, bisogna anche saperli raccontare, bisogna che risultino realistici ed emotivamente coinvolgenti. Ci sono libri per cui si parla di pornografia del dolore per quanto appaiono intensi e forti nella loro drammaticità, mentre in questo io parlerei di banalizzazione del dolore, di buttare tutto in un calderone di eventi tragici, senza darci neanche troppo peso, deumanizzando quasi la protagonista, dico questo perché la protagonista subisce persino una violenza sessuale, ma il modo in cui viene narrata è così crudelmente superficiale e piatta, da non apparire neanche realistica, soprattutto se ci si focalizza nel parlare delle mani bellissime dello stupratore, ma stiamo scherzando?Ma siamo seri? Purtroppo, questi libri tendono ad offendere le persone che hanno subito una violenza sessuale o qualcosa di simile, perché sanno che non è un evento minimo, o una piccola parentesi nella propria vita, è un  trauma  che rimane  perenne e per sempre nel corpo e nella mente della vittima, quindi da lì avrei già smesso di leggere questo libro , ma ho deciso di voler proseguire per capire come sarebbe andato avanti, magari dando la possibilità al libro di farmi ricredere, purtroppo questo romanzo prende una via che non mi è affatto piaciuta, e la protagonista Nori diventa solo un fantoccio su cui si abbatte  la cattiveria della sua famiglia, e tante sfortune a cui lei risponde quasi inerte e svuotata da tutte le tragedie della sua vita, che quasi sembrano neanche appartenerle. Mi sarei aspettata un po' più di analisi psicologica, una maggiore caratterizzazione dei personaggi e dei loro sentimenti, ma  questo appare marginale ad Asha Lemmie.

giovedì 28 agosto 2025

Josèe la tigre e i pesci di Seiko Tanabe

Una serie di racconti di storie di amore e separazione. strascichi di vite di donne e uomini che si avvicinano e allontanano. Josee la tigre e i pesci da cui prende il libro è sicuramente la storia più carina, tuttavia mi aspettavo una storia più intensa con una prosa più elaborata, più da romanzo che da light novel così semplicistica. Scrittura quasi da copione cinematografico, a volte si deve riprendere più volte il filo perché la lettura è fin troppo povera da perdersi subito qualche passaggio  non rimane impresso nella memoria. Persino "Your name" che nasce come film di animazione aveva una prosa più coinvolgente, poi probabilmente non ho colto alcuni intrinsechi significati dei racconti verso l'epilogo, probabilmente nella cultura giapponese c'è questo non detto auspicabile e chiaro nella morale finale dei racconti, che io personalmente non ho compreso, a parte "Josee la tigre e i pesci" e "la bara dell' amore" a parer mio i racconti più riusciti, il resto dei racconti dimenticabile e anche un po' noioso.

Zorro di Margaret Mazzantini

Preso in bookcrossing in biblioteca senza troppe pretese. È un libriccino sulla vita di un giovane senza tetto, sproloquio di questa voce fuori campo, controcorrente. Non brilla certo per la prosa e l' originalità, Margaret Mazzantini ha sicuramente scritto di meglio come per esempio "Non ti muovere", ma anche "Manola" per quanto non mi avesse del tutto convinto l' ho preferito.

martedì 19 agosto 2025

il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere

Un libro ipercritico su tutte le religioni del mondo, che però non soddisfa il mio appetito di conoscenza, mi aspettavo qualcosa di più dal punto di vista della religione cattolica e cristiana, mi aspettavo qualcosa sul vangelo di Giuda e Maria,  vangeli non riconosciuti e insabbiati dalla chiesa cristiana. Su alcuni punti ci sono anche delle forzature, tipo "perché nella bibbia ci sono di seguito due passi identici" magari, per esempio un errore di stampa no? Mi è piaciuta ampiamente la parte che approfondisce la religione mormona, ma su altri aspetti come la pedofilia nella chiesa cristiana risulta abbastanza vaga, molto probabilmente perché il libro è antecedente allo sconvolgente caso Spotlight.

martedì 12 agosto 2025

La ragazza della morte di Irene Nonnis

Questo libro è molto carino, perché riesce con leggerezza e spensieratezza a trattare argomenti forti, ma senza apparire superficiale. La prosa è spontanea e diretta, non costruita ed elaborata, e l' ho apprezzato perché è un introspezione realistica, e in qualche modo penso che molti lettori e lettrici possano  immedesimarsi nelle stravaganze familiari della protagonista, o nei suoi pensieri. Come per esempio "La cosa più assurda che può capitare è la vita" viceversa da quel che si pensa rispetto invece alla morte. Mi è piaciuto perché è riuscito a trattare anche un lavoro meno conosciuto quello di truccatrice dei morti, che in Italia resta ancora un lavoro poco diffuso, ma in effetti per quanto possa apparire irrilevante, ha una grande importanza preservare un buon ricordo dei propri cari defunti, che il giorno del funerale sia un'esperienza piacevole vederli e commemomorarli per un ultimo saluto, preservandone la memoria laddove sia ancora possibile. 

domenica 10 agosto 2025

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Una distopia pregna di significato, non come i romanzi moderni su cui la distopia è avventura, qui la distopia racconta e spiega cos' è l' alienazione, smettere di pensare, cos' è una dittatura, la guerra e cosa rappresentano i libri  in una società in cui si censurano e bruciano, impedendo  alle persone la libertà di pensare, di formarsi una propria idea, si esercita il controllo delle menti di ogni persona e gli si impedisce di ricordare , di serbare memoria di quanto è accaduto nel passato.
Montag è un vigile del fuoco che appicca gli incendi, che brucia i libri, fino a che il potere dell' attrazione per il proibito non lo spingerà ad aprirne uno, un po' per curiosità fino a che non potrà più farne a meno, così da mettere in discussione se stesso e tutto quello in cui ha sempre creduto giusto. 
Un romanzo che vale la pena leggere almeno una volta nella vita, che resta straordinariamente ancora attuale e resiste al tempo. 
Mi ha sorpreso molto e mi ha fatto sorridere su alcune parti, perché mi sembrava che la distopia, non fosse più tanto lontana dalla realtà  e che fosse persino attuale, quando si parlava di informazioni distorte per rassicurare il popolo dicendogli che va tutto bene, anche se è una bugia.

giovedì 17 luglio 2025

La casa del silenzio di John Burnside

Sempre dalla casa editrice "Meridiano zero" un altro libro disturbante, La casa del silenzio di John Burnside. Questo romanzo mi ha rapito in tutti i sensi, perché a differenza delle "madri nere" qui il protagonista è il cattivo, e si viene completamente "rapiti" costretti ad entrare dentro la testa di un psicopatico, ossessionato dal linguaggio, così tanto da voler portare avanti un esperimento, prendendo ispirazione dal mito persiano di Akbar il grande che aveva fatto costruire un palazzo popolato da neonati e servitori muti per scoprire se il linguaggio fosse innato o acquisito. Il palazzo divenne noto come casa del silenzio. Così il protagonista mette in atto un piano diabolico per poter sperimentare lui stesso su dei neonati se è veramente così, decide di replicare quanto aveva fatto Akbar il grande, in casa propria.
L'uso della prima persona in questo romanzo diventa potente e spaventoso. Non so neanche se a preoccuparmi sia tanto la storia, il protagonista o lo scrittore che è riuscito a immedesimarsi così bene, da entrare nella testa di un uomo squilibrato e le sue ossessioni. 
È incredibile come sia stato rappresentato perfettamente bene il protagonista, di cui sappiamo ogni suo pensiero, idea, azione e opinione, insomma veniamo catapultati controvoglia dentro la testa di uno psicopatico, nel seguire "il filo logico dei suoi ragionamenti", per quanto di logico non ci sia veramente niente. 
Diventa anche faticoso per il lettore proseguire la lettura perché la prima persona diventa asfissiante, come se ci troviamo costretti controvoglia a guardare troppo in profondità nell' abisso della mente umana, e forse non vogliamo osservare e sapere cosa passa per la mente di queste persone. La scelta della prima persona è la cosa più azzeccata e potente di questa storia perché ci sconvolge e spiazza completamente, perché non appare sin da subito evidente che il protagonista sia un personaggio negativo, si percepisce che abbia dei problemi e delle proprie fissazioni, ma all' inizio si empatizza pure con il protagonista, e questo crea un forte disagio al lettore  quando la storia prosegue e va avanti, prendendo una piega sconvolgente. 
Libro agghiacciante e sconvolgente. 
Non mi stupirei se lo scrittore avesse preso ispirazione da qualche noto serial killer americano realmente esistito, ne delinea un profilo mentale così chiaro e in un certo senso con "una sua logica".

domenica 13 luglio 2025

Le madri nere di Pascal Francaix

Di sicuro, è un libro fuori dagli schemi come molti dei libri che "Meridiano zero" ha pubblicato nel tempo, motivo per cui resta una casa editrice di nicchia che mi affascina. Le madri nere è una fiaba nera, agghiacciante, cruda e spaventosa, che ahimè non possiede un lieto fine, non almeno seguendo i canoni classici del "vissero tutti felici e contenti". All' inizio non mi ha entusiasmato molto, la scelta dell' autore di raccontare la storia in prima persona tramite il diario di un bambino Maurice, mi sembrava tutto un po' surreale, e poco dettagliato, come se ogni cosa che accadesse venisse banalizzata, ma poi ho cominciato a capire meglio l' espediente narrativo. Quello che l' autore ci narra è la realtà vista tramite gli occhi di Maurice, come un bambino vive e percepisce gli avvenimenti che gli accadono, senza sapere neanche cosa effettivamente stia  provando al riguardo, e in effetti può essere specchio di quello realmente accade quando ogni giorno un bambino  deve fare i conti con le pazzie di sua madre ripetutamente ogni giorno, ad un certa si diventa apatici e indifferenti, o si diventa quasi abituati a tutto quello che accade e lo si assorbe come se niente fosse. Diciamo che è una scrittura molto secca e diretta, eppure allo stesso tempo efficace per la storia spiazzante e claustrofobica che viene raccontata.  Quando ci sei dentro, assolutamente dentro la follia di un' altra persona e non ne puoi uscire perché sei il figlio di quella persona, sei minorenne ancora troppo piccolo, ci vivi insieme e sei costretto a vivere tutte le angherie, soprusi, e tutte le convinzioni di tua madre fino a che non ti influenzano del tutto, fino a farle diventare vere. Ora qui non stiamo parlando di disfunzionalità comportamentale in famiglia , questo libro estremizza ingigantisce le cose, le porta al limite della sopportazione e di quello che noi da lettori potremo credere possibile.
La rabbia violenta e schizofrenica della madre di Maurice ci spiazza, eppure per quanto ci possa sembrare surreale, esiste, può purtroppo presentarsi e accadere persino nella realtà. Anche le riunioni delle madri nere che effettuano messe nere spiritiche per comunicare con gli spiriti dei figli morti, per quanto ci possa sembrare una stupidaggine, purtroppo esistono veramente persone che credono a queste cose e le praticano. È un libro che vale la pena leggere , il finale mi ha lasciato senza fiato e parole. Vale la pena sentirsi scossi, e provare estraniamento per quello che si sta leggendo, perché secondo me è un libro che ripaga le aspettative. Ovviamente, però devono piacere questo genere di libri, quelli inaspettati che ti inquietano e scuotono mentalmente a livello psicologico, se non piacciono o si è troppo sensibili e facilmente impressionabili meglio non leggerlo. Ci sono anche molte scene splatter e da voltastomaco, quindi sì non è un libro per tutti, ma è per chi piacciono i libri originali, insoliti e grotteschi.

giovedì 10 luglio 2025

La casa della Luce di Yoko Ogawa

Credo di avere un rapporto complicato con Yoko Ogawa, avevo letto un altro libro suo che non mi era piaciuto affatto "Profumo di ghiaccio", che all' inizio mi aveva coinvolto, poi però andando avanti avevo perso il filo e il senso della storia. In questa raccolta di tre racconti vengono condensate tutte le stranezze e l' incomprensibilità dell' autrice. Sicuramente, è una penna giapponese del tutto particolare, è solo che in molti racconti è come se il finale rimanesse aperto come sospeso, lasciando aperte tante chiavi di interpretazione, ovviamente so che sicuramente sia una cosa voluta e ricercata dall' autrice, ma personalmente mi provoca malessere e mi innervosisce, io devo sapere e capire, ma forse è proprio questo che Yoko Ogawa intende comunicarci non sempre nella vita riusciamo a sapere e a capire tutto quello che ci accade. Ogni racconto é focalizzato sul corpo di un' altra persona sui cambiamenti che subisce per gravidanza, per incidenti e crescita. Il corpo umano di un altro essere umano visto da qualcuno altro, con amore, compassione, paura e inquietudine, o con pulsioni sessuali. Sicuramente i racconti più belli sono "La gravidanza" in cui una sorella vede il corpo della sorella cambiare, e consequenzialmente anche i suoi comportamenti, e i suoi continui malesseri tra cui le nausee. Una gravidanza che non viene vissuta in modo gioioso da nessun personaggio, neanche dalla stretta interessata, ma viene percepita in modo inquieto e spaventoso, come se quel feto avesse preso possesso del proprio corpo. Un horror psicologico, e il finale lascia abbastanza scossi, da non voler accettare che sia il vero finale, si spera quasi che si tratti di un sogno o meglio di un incubo della sorella, dopotutto appare così onirico e fatale da sembrarlo. Mentre sul dormitorio non mi va molto di soffermarmi, è un racconto pieno di tanti interrogativi, fino alla fine non ho ben capito il senso e il significato della storia, però, sicuramente la prosa e il modo in cui Yoko Ogawa descrive le emozioni e il modo in cui viene visto il corpo di una persona senza braccia e gambe è molto forte e rende bene l' idea di cosa si prova, di come si percepisce la disabilità. La casa della Luce invece è un racconto più interessante e psicologico, ma anche questo si chiude con un finale spiazzante e aperto. 

martedì 1 luglio 2025

Eugenie Grandet di Honoré De Balzac

Il vero protagonista di questo romanzo sono i soldi, in realtà tutto gira attorno agli affari. Come Mastro Don Gesualdo, il contadino Grandet è accecato dalla ricchezza, ed è l' unica cosa che più gli importa. In questo romanzo l' avarizia vince e prevale sulla virtù della piccola Eugenie, che crescendo impara a stare al mondo, come ha fatto il padre, più che ereditiera di ricchezza, diviene l' erede di calcolo e avarizia. Il matrimonio è più una questione di affari, che di sentimenti. Tuttavia, per quanto il romanzo abbia un finale controverso, Honoré De Balzac mantiene sempre un tono ironico e sarcastico da commediante, non sfocia mai nel drammatico, mantiene sempre una leggerezza nel raccontare qualsiasi dramma, come se in fondo nulla vada poi preso troppo sul serio, la vita è una commedia con epiloghi drammatici , ma che vogliamo farci questa è la vita.

lunedì 16 giugno 2025

National Geographic: Giappone

Una magnifica sintesi del Giappone, culturale, artistico, paesaggistico e monumentale. Non si presenta come una vera e propria guida, ma offre tante informazioni imprescindibili sui monumenti principali , gli usi e costumi, sugli animali e la vegetazione caratteristica del Giappone e e laddove le parole non servono si lascia spazio alla potente forza delle immagini. Riesce inoltre a spiegare con maggiore chiarezza anche i svariati periodi Giapponesi , dal passaggio al periodo Sengoku in cui il Giappone era ancora diviso tra i clan dei signori feudali, i cui vassalli erano i samurai  che combattevano per loro  e giuravano al loro signore estrema fedeltà fino al sacrificio della propria vita, secondo i principi del Bushido, regole di grande forza morale e contraddistinti da principi filosofici buddhisti e zen. I samurai erano  esperti della cerimonia del tè e di calligrafia , oltre ad essere una grande casta guerriera. Poi si passò al periodo Edo, in cui il Giappone viene unificato , sotto la dittatura della dinastia imperiale Tokugawa, di cui la capitale divenne Edo, che sarebbe l' attuale Tokyo. Chiarisce il Giappone sotto molti aspetti , offrendo una visione scorrevole e chiarificatrice senza riempire il lettore  di troppe informazioni dispersive, è  un  testo coinciso ed efficace che offre una panoramica complessiva e potente del Giappone con immagini anche particolarmente suggestive.

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La signora delle camelie di Alexandre Dumas fils

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